Bari, Ex Palazzo delle Poste: L'Italia ripudia ancora la guerra?

di Margherita De Quarto martedý, 19 marzo 2013 ore 13:49

Il 28 marzo si parlerà di guerra e dell'art. 11 della Costituzione

Testo articolo 11 della Costituzione

Bari - Si parla ancora di guerra, si parla ancora di F35. Proprio negli scorsi giorni – 18 marzo – Sinistra Ecologia e Libertà ha presentato una mozione parlamentare alla Camera dei Deputati per l’immediata sospensione del programma dei cacciabombardieri F35, che vedeva tra i primi firmatari Nichi Vendola, Giulio Marcon e Gennaro Migliore. Nel testo anche una proposta per il nuovo governo: rivedere il nuovo modello di difesa “sulla base del nostro dettato costituzionale”. Si parla dunque di “programma di difesa”, perché il dettato costituzionale a cui si fa riferimento nel testo riguarda, ad esempio, l’art. 11 della Costituzione italiana:

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Non guerra, ma difesa è quello che porta l’Italia ancora oggi su diversi teatri di guerra - 26 missioni nel mondo – e ad investire denaro pubblico in armi e strumentazioni belliche? Secondo l’ultimo rapporto del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) il nostro paese è all’11esimo posto nella classifica degli Stati con la spesa militare più elevata.

Di questo e di tanto altro si parlerà il 28 marzo nell’Ex Palazzo delle Poste, dove si terrà un seminario organizzato da Emergency, con la collaborazione dell’ADI – Associazione Dottorandi Italiani, di Link – Rete della Conoscenza (associazione studentesca) e di Amnesty International. Dalle 11 alle 14 in cattedra ci saranno i dottorandi a parlare dell’evoluzione dalla guerra classica alla guerra contemporanea; della repressione dei crimini di guerra; di diritti umani; dei private contractors, mercenari e nuovi attori degli scenari di guerra; della guerra al terrorismo e dell’uso strumentale del segreto di Stato.

Nel pomeriggio seguiranno due proiezioni e alle 15.30 le lezioni-seminario ricominceranno con la professoressa Marina Calamo Specchia, docente di diritto costituzionale dell’Università di Bari e il professor Ugo Villani, professore di diritto internazionale dell’Università di Bari, che analizzeranno origine e ruolo dell’art. 11 nel contesto internazionale. Infine la testimonianza di Alessandro Bertani, Vicepresidente di Emergency e di Sergio Boccia, che racconterà la propria esperienza in Sierra Leone ed in Afghanistan.

Un’occasione imperdibile, non solo per gli studenti di giurisprudenza e scienze politiche, che seguendo il seminario potranno ottenere dei crediti formativi, ma per tutti, giovani e adulti che vogliano approfondire le proprie conoscenze in tema di Costituzione, guerra e diritto internazionale. 

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