Non solo PIL, a Bari il benessere ha nuovi indicatori

di Redazione Go Bari lunedì, 11 marzo 2013 ore 21:11

Firmato il protocollo d'intesa tra Comune di Bari e Istat

Bari, il benessere come si calcola?

 

Bari - Non basta più il Pil, il prodotto interno lordo, per misurare il benessere (o il malessere) di una comunità, di una città, del sistema Paese. C'è dell'altro: e su questo sta lavorando l'Istat che anche a Bari ha firmato un'intesa con gli uffici comunali. La città capoluogo di regione, insieme ad altre città italiane, ha dunque partecipato al progetto URBES coordinato dall’ISTAT per definire i cosiddetti indicatori di benessere equo e sostenibile.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo di Città dall’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro, dal direttore della rete territoriale ISTAT Raffaele Malizia, dal presidente di Innovapuglia Sabrina Sansonetti, dal rettore del Politecnico di Bari Nicola Costantino, dal responsabile del programma Smart City del Comune di Bari Pasquale Capezzuto, dal dirigente dell’ufficio ISTAT per la Puglia Aldo Scarnera, dal rappresentante dell’ufficio unico coordinamento del Piano strategico Luigi Ranieri e dai rappresentanti dei partner del programma. 

L’istituto di statistica vorrebbe approfondire tale studio con il Comune di Bari al fine di effettuare una concreta sperimentazione attraverso la definizione di indicatori idonei e il loro monitoraggio su piattaforme informatiche di rilevamento previsto con alcune progettualità del programma denominato “Smart Cities”. “Il monitoraggio degli indicatori di benessere serva a valutare l’efficacia degli interventi infrastrutturali così come di interventi immateriali e consenta di conoscere i loro effetti sulla qualità della vita dei cittadini. Conoscendo gli obiettivi - ricorda Elio Sannicandro - di un determinato progetto in relazione al miglioramento del benessere, si potrà valutarne l’efficacia: quale effetto avrà sulla vita dei cittadini la realizzazione di una nuova strada (per esempio la via camionale) o di una pista ciclabile o un intervento di bonifica di un sito inquinato o semplicemente quale effetto potrebbe avere chiudere alle auto un quartiere o un pezzo di città? In relazione agli obiettivi e al progetto da realizzare, si valuterà l’influenza (aumento o diminuzione) degli indicatori prestabiliti come, ad esempio, la quantità di sostanze inquinanti o di PM10 nell’aria, l’effetto sulla circolazione stradale attraverso la misurazione dei tempi di percorrenza dei mezzi privati o dei mezzi pubblici, l’inquinamento acustico o la rumorosità di una determinata zona oppure gli effetti indiretti sulla salute dei cittadini (incidenza di malattie respiratorie o altri effetti collaterali). Analogamente si potranno fare le opportune valutazioni nel caso in cui venga realizzato un nuovo servizio sociale, un impianto sportivo oppure nel caso di semplice spostamento di un servizio da un punto all’altro della città. Insomma la possibilità di valutare in fase di progettazione e di misurare dopo la realizzazione di un programma infrastrutturale o socio-urbanistico potrà razionalizzare e indirizzare al meglio le scelte dell’Amministrazione e consentirà una maggiore condivisione delle scelte con i cittadini”.

La collaborazione tra ISTAT e Comune di Bari si propone di definire, nell’ambito del piano strategico “Metropoli Terra di Bari” e del programma “Bari Smart City”, un cruscotto di indicatori che, partendo dalle esperienze già effettuate dal Comune di Bari nel progetto GSR - Governamental Social Responsibility - e nell’ambito del progetto urBES coordinato dall’Istat, renda disponibili le misure del benessere dei cittadini baresi. A questo deve aggiungersi un sistema di acquisizione machine-to-machine dei dati necessari, di costruzione e di monitoraggio degli indicatori così definiti a partire dalle banche dati in possesso di Istat e Comune, oltre allo scambio di dati mancanti nelle rispettive banche dati e alla ricerca di uleriori  finanziamenti  per completare il sistema di monitoraggio.

Questo lavoro di base sarà integrato con alcuni progetti già finanziati dal programma Smart Cities. Tra questi il progetto GSR prevede l’approfondimento di aspetti socio-demografici, ambientali ed economici che hanno particolare rilevanza per la pianificazione urbanistica e per gli obiettivi dell’assessorato all’Urbanistica con riferimento alla redazione del nuovo PUG e dei vari progetti di rigenerazione urbana in atto.

In sostanza GSR propone un modello innovativo per incrementare la sostenibilità sociale ed ambientale nella gestione dei servizi pubblici che al momento vede coinvolti 12 partners pubblici europei. Tale modello può supportare l’attuazione del PAES (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile), quale piano approvato dall’UE nel marzo 2012 e dal Consiglio comunale con deliberazione n. 25 del 14/04/2011, e prevede: l’integrazione nel modello dell’inventario delle emissioni definito per il PAES, l’applicazione del modello GSR all’Ufficio di Gestione del Piano e il supporto ai processi partecipativi e alla collaborazione con gli stakeholders.

Grazie al partenariato attivato con ENEL, IBM, ENEA e Politecnico di Bari, sta per avviarsi un progetto di sviluppo di una piattaforma innovativa per il monitoraggio dei consumi energetici della città di Bari. Un’altra iniziativa avviata dal Comune riguarda invece l’info mobilità: a breve il sistema informativo per la gestione del traffico sarà potenziato grazie al progetto ITS – Intelligent Transportation System.

Infine un ulteriore progetto da sviluppare con Planetek Italia (altro partner di Smart Cities) prevede il monitoraggio di una serie di indicatori urbanistici, geomorfologici e ambientali e potrà consentirci di ottenere, tra le altre cose, dati utili sul consumo di suolo agricolo, sull’incremento delle aree edificate e sulla variazione della permeabilità dei suoli.

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