All'esame di diritto tributario nessuna traccia della professoressa Coco

di Margherita De Quarto sabato, 12 gennaio 2013 ore 12:56

La docente del Dipartimento di Giurisprudenza è stata denunciata da un gruppo di risparmiatori alla Guardia di Finanza: è irreperibile da mesi

Statua della Minerva - Dipartimento di Giurisprudenza

Bari - Sono le 10 di sabato 12 gennaio, primo appello per l'anno 2013 del temutissimo esame di diritto tributario nel Dipartimento di Giurisprudenza dell'ateneo barese: della professoressa Caterina Coco non c'è ombra. A presiedere la commissione al suo posto c’è il direttore di dipartimento, Massimo Di Rienzo, che pochi giorni fa aveva scelto di non rispondere in merito all'assenza della collega.

I fatti emersi in questi giorni lasciavano intuire che oggi gli studenti non avrebbero dovuto rispondere alle sue domande. Ma appena tornerà reperibile, sarà la professoressa a dover rispondere alla Guardia di Finanza. Sulla testa della Coco, infatti, pesa un’indagine per truffa ai danni di alcuni risparmiatori che le avevano affidato il proprio denaro. Della donna non si ha traccia da mesi, manca dall’Università dalla seduta d’esame di settembre/ottobre e pare anche che a dicembre avesse manifestato l'urgenza di un anno sabbatico per motivi familiari. Scomparsa la professoressa, scomparsi i soldi.

Se sia “scappata col bottino” starà alla Guardia di Finanza accertarlo, ma ci sono molti indizi che lo lasciano supporre: la promotrice finanziaria prometteva sui risparmi affidatigli, un tasso che poteva andare dal 5 all’8 percento, ma rilasciava, pare, ricevute bancarie false. Da qualche tempo aveva riscontrato difficoltà a restituire il denaro e gli interessi, fino a quando non ha addirittura smesso di rispondere al telefono.

Difficile prevederlo da parte delle vittime, visto che l’attività della promotrice finanziaria, partita nel 2001, non aveva mai riscontrato anomalie. A giocare a suo favore c’erano poi il passato da impiegata del Banco di Napoli e la cattedra di insegnante di diritto tributario all’Università di Bari.

Un piano ingegnoso nel quale Caterina Coco avrebbe risucchiato 20 milioni di euro. Ad essere stati truffati molti professionisti, fra cui anche qualche professore universitario, e qualcuno vocifera addirittura di qualche amico, che, se così fosse, in qualunque paradiso fiscale sia adesso, non vedrà l’ora di riabbracciarla. 

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