Il 2017 un altro anno record per l'investimento in diamanti

di Redazione Go Bari martedì, 7 febbraio 2017 ore 16:40

Una forma poco usuale d'investimento che va affermandosi

Gli ultimi 3 anni visto crescere in modo sempre più crescente gli investimenti alternativi ai mercati finanziari classici come azioni, obbligazioni e titoli di Stato. In questo ambito i risparmiatori piccoli hanno messo da parte investimenti rischiosi per passare a conti deposito dai rendimenti non esaltanti ma con rischi praticamente nulli, mentre chi ha da parte capitali più interessanti ha scelto forme meno usuali di investimento, accantonando il mattone e mettendo in cima alla lista dei desideri i diamanti.

Per fare questo genere di investimento non si deve rifugiarsi nei paradisi fiscali anche perché si tratta di un tipo di investimento che non è soggetto alla tassa sul capital gain, ma all’applicazione dell’Iva trattandosi della compravendita di un bene fisico. Tuttavia è sbagliato pensare che tutti i tipi di diamante vadano bene come forma di investimento, ma i diamanti destinati a far aumentare i risparmi devono avere delle caratteristiche ben precise, anche se il mercato non ha in linea di principio limiti considerata la possibilità di potersi rivolgere a delle società online.

Quello che è certo è che si tratta di un mercato con un grandissimo appeal per la realtà italiana. A dirlo è la Ibd che nel nostro Paese ha l’80% del mercato dei diamanti, che a inizio del 2016 aveva parlato di un annata con ottime premesse. Il trend è sempre in salita anche se la vera svolta parte dal 2014 con un aumento degli investimenti sul preziosissimo minerale superiore al 120% rispetto all’anno precedente. Poi l’anno successivo la crescita è stata del 63% e a inizio 2016 si stimava comunque una salita non inferiore al 20% rispetto all’anno precedente. L’anno poi ha chiuso con una percentuale almeno raddoppiata.

Per il 2017 il panorama continua ad essere più che roseo. L’unico problema che rimane non è sulle stime e le aspettative per la resa di questo mercato particolare, quanto sul fatto che continua a rappresentare un tipo di investimento non accessibile a tutti. In più rimane vivo il problema delle quotazioni che passando attraverso a poche banche che fungono da intermediari, si finisce con il pagare un prezzo gonfiato da commissioni e compensi di intermediazione che impattano in modo negativo sul rendimento che si può effettivamente ottenere soprattutto in un periodo di tempo non lungo.

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