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Politica
lunedì, 16 aprile 2012 ore 14:15
Fascismo e Libertà, Lassandro replica a Ginefra
Il giovane candidato sindaco di Santeramo in Colle, fascista da sempre, risponde all'interrogazione parlamentare a firma del deputato del Pd
Il logo dell\\\\\\\\\\\\\\\'MFL
di Redazione Go Bari

Santeramo - Non ci sta Giuseppe Lassandro, 20 anni e candidato sindaco nel comune di Santeramo in Colle con la lista Fascismo e Libertà a subire l’interrogazione parlamentare di Dario Ginefra, deputato barese del Partito democratico, che ha evidenziato l’uso del fascio littorio nel simbolo della lista presente alle prossime elezioni amministrative.
Sarebbe bene chiarire una volta per tutte, che il nostro contrassegno non è costituito da un fascio littorio (purtroppo), bensì da un fascio repubblicano o mazziniano che dir si voglia – spiega in una nota Giuseppe Lassandro - utilizzato anche dal Fascismo come simbolo del Partito Fascista Repubblicano nel ‘43, nonché presente nell’attuale stemma della Francia. Qualcuno ha inutilmente blaterato ipotetici ossimori riferendosi all’accostamento delle parole “Fascismo e Libertà”, ma, a prescindere dai modi o dalle forme di governo attraverso le quali un’ideologia viene applicata, non è ammissibile definire il fascismo come un ideale di oppressione”.
Nel simbolo della lista comparivano in principio le parole fascismo e libertà: per questo è stata rigettata dall’ufficio elettorale e quindi i due sostantivi sono stati sostituiti dalla sigla MFL. Ma anche su questo Lassandro ha da chiarire: “Per quanto concerne la questione elettorale invece, non è stata adoperata alcuna scorciatoia per “dribblare” eventuali vincoli legislativi vigenti, poiché le nostre simbologie e i nostri programmi sono perfettamente legali. A proposito di ciò, si ricordi che il contrassegno principale non ha subito nessuna ricusazione dalla Commissione Elettorale Circondariale! Molto semplicemente, onde evitare successive ricusazioni, su esplicito suggerimento di un membro della Commissione abbiamo preventivamente optato per la modificazione del simbolo.  Proprio in virtù dell’assoluta autonomia decisionale di questi organi, molte volte, soprattutto in alcuni comuni del nord Italia, siamo riusciti a presentare e quindi farci approvare il simbolo classico senza incorrere in ricusazione alcuna.
Ora, a prescindere dalle personali volontà dei presidenti di commissione, tutta la simbologia da noi utilizzata rispetta a tutti gli effetti la vigente legislazione italiana”.
Lassandro conclude la sua nota con un invito al “signor Ginefra ad informarsi prima di parlare o di agire, per il semplice fatto che già in passato il nostro movimento è stato oggetto di interrogazioni parlamentari sempre puntualmente rigettate. Io francamente l’applicazione della Legge Mancino la chiederei per quelli come voi, giacché siete i primi ad evocare odio nei confronti di chi non la pensa come voi. Cari ex-compagni del PD, credo vi siate ormai resi conto che questo tentativo di infamare il nostro nome in occasione della competizione elettorale del 6 e 7 maggio prossimi, ha miseramente fallito. Gli elettori sono attenti, e ad essi non piacciono coloro che tentano di vincere mettendo in moto le cosiddette “macchine del fango”.Qualcheduno cianciava di pseudo “caricature mussoliniane”, ma permettetemi di porgere una domanda a questa persona: Se Lei con questa espressione si riferisce alle infinite opere sociali, infrastrutturali e morali offerte all’Italia dal Governo Fascista, come dovremmo definire la melma politichese odierna, PD compreso,  che sta sostenendo e permettendo a questo governo di banchieri e massoni,  di ammazzare lo Stato Sociale?”

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lunedì 22 dicembre 2014










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