Il responsabile organizzativo del Partito Democratico risponde alle dichiarazioni del presidente del Pd Michele Emiliano intervenuto ieri al Forum delle liste civiche
Bari - L'intervento di ieri di Michele Emiliano, presidente del Pd pugliese e sindaco di Bari, al Forum delle liste civiche, ha fatto andare su tutte le furie molti iscritti al Partito Democratico, base e vertici. In rete e sui social network molti si sono detti indignati e offesi dalle parole del sindaco di Bari. Abbiamo raggiunto Domenico De Santis, responsabile organizzativo del Partito democratico in Puglia.
Domanda: De Santis ieri il presidente del Pd pugliese, Michele Emiliano, intervenendo al Forum delle liste civiche ha detto, fra l'altro, che i partiti sono egemonizzati dai senza mestiere, anche in Puglia. Cosa risponde?
Risposta: la prendo come una battuta. Nella nostra segreteria regionale ci sono professionisti di fama internazionale, professori universitari, imprenditori, impiegati, operai, ricercatori, 7 giovani trentenni, i sei segretari provinciali hanno una età media di 36 anni; insomma persone normali classificabili come “società civile” ben di più di tanti “professionisti” delle liste civiche che hanno cambiato decine di partiti passando dalla prima alla seconda repubblica, in procinto di ripulirsi il curriculum ed entrare nella terza. Sono rammaricato perché sto ricevendo centinaia di sms e telefonate di iscritti, militanti, dirigenti ed eletti del pd, indignati e offesi da dichiarazioni che spero vengano smentite quanto prima. Queste persone, che sono la vera società civile, sono iscritti al pd e spendono da tanti anni in maniera silenziosa il loro tempo, la loro vita, i loro soldi senza mai aver ricevuto favori e senza aver mai chiesto nulla in cambio. Lo fanno perché credono nella politica, perché vogliono cambiare la Puglia e l'Italia.
D.: Emiliano ha detto che le liste civiche sono presidio di democrazia e libertà. E' d'accordo?
R : Le liste civiche servono per le elezioni comunali, provinciali e regionali, concordando la loro nascita con i partiti. Servono per costruire un valore aggiunto, un di più sotto elezioni. In alcuni casi le liste civiche diventano lo strumento per far vivere le ambizioni personali e il declino degli interessi generali. Abbiamo visto soprattutto in provincia di Bari come le liste civiche sono diventate lo strumento per i “potenti” locali per difendere interessi consolidati, basta citare il candidato sindaco sconfitto a Gravina candidato per la quarta volta sindaco, dopo trent’anni di impegno politico, lì il PD ha presentato un trentenne, ha saputo rinnovare le liste e ha vinto. Potrei citare anche Bitonto, Santeramo. Le liste civiche in queste realtà sono diventate il luogo per chi non ha condiviso le scelte democratiche del PD. Insomma, sono state lo strumento per coloro i quali vedono il PD come un autobus dove si sale o si scende rispetto alle proprie esigenze personali di mantenere le poltrone. Se invece le liste civiche diventano uno strumento per la democrazia, dove non si ricicla un vecchio e datato ceto politico, ma lo strumento per avvicinare persone nuove alla politica, allora sono un valore aggiunto. Noi come PD pugliese abbiamo costruito un lavoro di coinvolgimento della vera società pugliese dialogando con artisti, scrittori, musicisti, intellettuali, imprenditori, impiegati, professionisti e da questo lavoro sono scaturite molte proposte di legge.
D.: Emiliano chiede per le future elezioni regionali che si tengano le primarie, molti nel Pd non sono d'accordo, lei che ne pensa?
R.:Le primarie le faremo, e se non cambierà la legge elettorale nazionale le faremo anche per i parlamentari. Non è in discussione questo. Ma l’etica politica e il responso dei cittadini che ci hanno portato a vincere le elezioni ci consegna un compito: governare le città e non distrarsi in altro. Questo vale anche per Vendola, non si può avere un ruolo pubblico e non esercitarlo h24, i cittadini pagano le tasse e da lì si pagano gli stipendi dei rappresentanti istituzionali e noi dobbiamo essere coerenti e portare al termine il mandato. Questo vale per tutti. I cittadini ci premiamo soprattutto quando governiamo bene, quindi oggi pensiamo a governare e innovare. Le regionali al momento si svolgeranno nel 2015, c’è tempo, mi preoccuperei di più alle elezioni politiche del 2013.
D.: Il Pd pugliese è spaccato fra chi sostiene Emiliano e chi il segretario Blasi?
R.:Il PD pugliese non è spaccato in due, certo se Emiliano partecipasse fino alla fine alle nostre riunioni probabilmente eviteremmo questa immagine pessima che diamo all’opinione pubblica.
D.: Da una ricerca Ipr Marketing risulta che le liste civiche se si presentassero da sole raccoglierebbero il 44% dei consensi, non crede che in un momento in cui il sentimento dell'antipolitica è molto forte possano rappresentare un baluardo della democrazia?
R.: Strutturare permanentemente liste civiche è il modo sbagliato per interpretare il bisogno di buona politica. Abbiamo visto come forme localistiche di partito hanno distrutto questo Paese, basta vedere la Lega che si cucinava in famiglia scelte politiche, gestione delle risorse pubbliche e nomine, senza nessun controllo democratico e senza trasparenza. Noi dobbiamo superare quel modello, per vincere la crisi della politica abbiamo la necessità di costruire forme nuove di partecipazione, insomma più democrazia e meno scelte personali e populiste. Di certo le liste civiche non possono rispondere alle grandi contraddizioni che il tempo moderno ci pone. Oggi le scelte politiche si spostano in Europa, è un controsenso il localismo. Altro invece è la necessità di costruire il radicamento sul territorio, dare voce ai cittadini facendoli partecipare e decidere.
Anche qui si usa la demagogia, i dati reali ci consegnano una caduta totale del centrodestra in Italia e una tenuta del PD. Invece di sparare numeri a caso, basterebbe studiare, la LUISS ha appena pubblicato e scaricabile gratuitamente uno studio approfondito di 185 pagine con i flussi elettorali, insomma i voti veri dicono tutt’altro. In Puglia abbiamo ribaltato le amministrazioni ora a guida centrosinistra ed abbiamo eletti sindaci giovanissimi.
D.: Come i partiti tradizionali possono comunque contrastare l'avanzata del Movimento 5 Stelle?
R.: Il giovanilismo e la rottamazione non mi ha mai entusiasmato, ma qui in Puglia tanti giovani e donne stanno cambiando il modo di gestire e di fare politica! Ogni tanto rivendichiamo questo nostro patrimonio, perché se non parliamo noi per primi bene del nostro partito chi dovrebbe farlo?
Si contrasta il populismo facendo scelte chiare: massimo tre mandati in parlamento, in consiglio regionale e nei comuni; incandidabilità per chi ha conflitti d’interesse; ogni eletto può avere un solo ruolo; cambiare la legge elettorale nazionale, altrimenti primarie far scegliere ai cittadini i parlamentari; primarie per ogni carica monocratica; diminuzione delle consulenze; lavoro, lavoro, lavoro e non promesse elettorali non mantenute.
Parole chiave: Pd, Liste civiche, Emiliano, De Santis
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