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Politica
sabato, 5 gennaio 2013 ore 20:10
Antonio Di Pietro a Bari: "No ai bugiardoni, sì alla Rivoluzione civile"

Il leader dell'Italia dei Valori sosterrà Antonio Ingroia: gli arancioni un partito di magistrati? Lui dice di no

Antonio Di Pietro a Bari

Bari - Si scusa per il ritardo accumulato sulla direttrice Napoli-Bari, dove è atteso per discutere con i referenti cittadini e regionali dell’Italia dei Valori di liste e accordi elettorali. Tra meno di due mesi si vota. E Antonio Di Pietro non sarà capolista ma sosterrà direttamente Antonio Ingroia, insieme a Leoluca Orlando, Luigi de Magistris e altri esponenti della società civile. Cinquemila le candidature raccolte online e che saranno rese pubbliche il 7 gennaio sul sito nazionale dell’Italia dei Valori: poi sarà una commissione di saggi a vagliarle e a decidere chi sarà inserito nei listini bloccati entro il 21 gennaio. “Vogliamo mettere insieme tutti coloro che si sono opposti alle politiche personalistiche di Berlusconi e a quelle ragioneristiche di Monti che in questi anni hanno impoverito ancora di più la povera gente. Con senso di responsabilità ci siamo uniti attorno ad una persona, Ingroia, che rappresenta un tentativo di chiarezza nel nostro paese. Vogliamo realizzare una rivoluzione civile – spiega Antonio Di Pietro - così l’abbiamo chiamata la nostra lista, per evitiare una protesta violenta di tanti cittadini esasperati della politica degli annunci. Monti ha detto che vuole cambiare la legge elettorale. Lo ha detto anche Berlusconi e Bersani: ma perché non lo avete fatto in questi cinque anni, bugiardoni di sempre. L’IDV ha racconto 1,2 milioni di firme: perché non avete dato risposte a quei cittadini presentando il disegno di legge in Parlamento sulla modifica della legge elettorale? Oggi dite che nella prossima legislatura lo farete: questa è la poltica del giorno dopo, la politica classica del truffatore che dice “domani ti pagherò” ma chi ne paga le conseguenze sono gli italiani. Noi proponiamo la rivoluzione civile che significa voto utile a difesa del Paese e non dei banchieri e degli speculatori”.

Per Ingroia non correra solo Antonio Di Pietro ma anche un’area a sinistra di Sel riconducibile a Ferrero e Diliberto e che si ritrova nel colore arancione, che ancora non è stato ben metabolizzato da chi è sempre stato rosso comunista: “Noi abbiamo deciso insieme di costruire una lista unitaria dove non ci sono i nostri simboli: ma i nostri partiti ci sono. L’Idv si sta avviando verso il rinnovamento della classe dirigente. Così ci stiamo liberando anche di quelli che si sono avvicinati a noi a fini personali, oggi che c’è da lavorare ce ne libereremo prima. Il nostro programma ha dieci punti e si chiama Io ci sto –ricorda Di Pietro - nella lista i parlamentari devono essere presenti per unire i partiti di riferimento ma devono dare precendenza agli esponenti della società civile. Ingroia ha chiesto che ci siano persone che raccontano una storia positiva al Paese rispetto a tanti altri. Qualcuno ci ha criticato perché candidiamo un magistrato: in un Parlamento dove ci sono 150 tra condannati e rinviati a giudizio e prescritti averci qualche magistrato forse è meglio”.

Ma non tutti i magistrati sono con lui: Pietro Grasso ad esempio, capo della direzione nazionale Antimafia correrà per il Pd. Ma a Di Pietro non sembra dispiacere: “Io ho fatto squadra comune con Antonio Ingroia perché mi rivedo nelle sue battaglie e nel suo tentativo di entrare nelle istituzioni e cambiare l’utilizzo improprio delle istituzioni. Nel ’94 io fui fermato nel momento in cui stavo scoprendo chi stava tirando le file di Tangentopoli: ai cittadini si voleva far credere che la colpa non fosse di chi aveva rubato ma di noi che avevamo scoperto chi rubava. Nella vicenda della trattativa Stato-Mafia da qualche tempo da Palermo si tenta di far credere che la colpa di quello che sta accadendo sia dei magistrati che scoprono chi ha trattato con i mafiosi. Noi dell’Idv siamo dalla parte di Ingroia e lo vogliamo sostenere in questo tentativo di entrare nelle istituzioni per cambiare le regole del gioco: se oltre a lui ci sono altri magistrati tanto meglio (spiega Di Pietro riferendosi a Grasso ndr). Meglio un magistrato che un delinquente: in Puglia ho prefeirto un magistrato come Nicastro e sotto la sua gestione cose sporche non sono avvenute, così in Parlamento se affidiamo a magistrati dalle mani pulite le cose pulite staremmo tutti più tranquilli. Chi sceglierebbe tra Grasso, Ingroia o Dell’Utri? Io personalmente preerisco un magistrato in Parlamento che una persona che ha avuto problemi di Mafia”.

Il suo magistrato pugliese, Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente, ha ribadito che rimarrà in Puglia e che non si candiderà al Parlamento: “Ho ancora tanto lavoro da fare qui”, ma di certo da Bari qualcuno sarà inserito nel listino in un buon posto. E se ci fosse qualche altro magistrato barese? “Per essere candidato per la Puglia avrebbe dovuto chiedere l’aspettativa almeno sei mesi fa”, spiega Nicastro. E pare che nessuno lo abbia fatto. Pare.

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Parole chiave: berlusconi, di pietro, ingroia, rivoluzione civile, idv, grasso, dell'utri

 






 

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