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Politica
giovedì, 6 marzo 2014 ore 09:22
Intervista a Claudio Riccio, cittadino di Bari candidato alle elezioni europee

La candidatura nel Collegio sud della lista di Alexis Tsipras

(foto dal profilo Fb)
di Claudia Morelli

Claudio Riccio, cittadino barese, classe 1985, web designer freelance, ex portavoce nazionale di Link, si è candidato alle elezioni europee nella lista "L'Altra Europa con Tsipras". Gli abbiamo posto qualche domanda.
 
Anche se tra poco si andrà al voto, ancora non si parla molto di elezioni e candidati. Manca un coinvolgimento dei cittadini, una pecca dell'Ue...
La distanza tra cittadini e istituzioni europee non si manifesta solo nelle elezioni, ma anche concretamente nel processo decisionale che è totalmente ademocratico. Il fatto che la maggior parte delle istituzioni europee abbiano poco di democratico, la Bce nulla, la dice lunga su questo: la percezione di lontananza dei cittadini è più che giustificata. Continuare ad assecondare questa distanza ci danneggia ulteriormente. Non sembra che la Troika e le tecnocrazie europee abbiano interesse ad avvicinare i cittadini: più siamo distanti più loro sono contenti. Proprio per questo nasce L'altra Europa, per costruire un'Europa democratica. Inoltre non aiuta chi si candida alle europee solo come parcheggio, come Emiliano, che va alle europee in attesa delle regionali. Questo allontana ancora di più i cittadini.
Il controllo delle banche è l'elemento centrale dell'Unione e voi lo volete smantellare. Com'è l'Europa che volete?
Il fatto che l'Europa debba essere improntata sull'austerità o sul controllo ossessivo del debito è una scelta politica e gli indicatori stessi su cui è retta l'unione sono scelte arbitrarie.  Chi l'ha detto che debba essere aperta  una procedura di infrazione nei confronti di un Paese sulla base del rapporto deficit/Pil invece che per un Paese che ha un tasso troppo alto di disoccupazione? L'Austerity non serve per uscire dalla crisi ed è dannosa, provoca recessione, questo a detta anche degli economisti, prima di chi la contrastava, oggi anche di chi l'ha promossa. Servirebbero invece politiche espansive, un forte intervento pubblico nell'economia. Le politiche sociali più eque non sono solo una questione ideale, investire sul welfare fa bene a tutti. Se le risorse vengono ridistribuite anche tra i ceti meno abbienti, inevitabilmente si spostano sui consumi; se invece si continua a spostare le risorse solo sui ricchi e sulle banche, e continua l'ossessione del controllo dei mercati, non si andrà da nessuna parte. Riguardo le banche, se noi ragioniamo in termini di proporzioni, l'Italia ha un debito di due mila miliardi: le prime quattro banche statunitensi hanno un ammontare di 200mila miliardi. Noi viviamo nell'ossessione dei nostri piccoli bilanci, non rendendoci conto che bisognerebbe arginare la finanza, che saccheggia le risorse pubbliche. Per salvare l'Europa dobbiamo cambiarla radicalmente.
Cosa rappresenta Tsipras?
La candidatura di Tsipras è il simbolo della lotta contro un modello. Ciò che avviene in Grecia è disarmante: tassi di mortalità infantile altissimi perchè è stata smantellata la sanità pubblica, la gente si cura negli ospedali di strada, autogestiti. Purtroppo è questa la situazione in cui l'Europa rischia di andare. Anche in Italia la situazione è devastante. Oltre a dimostrarlo i dati empirici,ci sono nove milioni e mezzo di poveri relativi, una quantità enorme.
Sulla base di quali criteri sono stati scelti i candidati?
La lista nasce dal basso, da una proposta di alcuni intellettuali. Ogni associazione o movimento poteva presentare una candidatura, sottoscritta da almeno 50 firme. Non si può candidare chi negli ultimi dieci anni ha avuto mandati in Parlamento, in Regione o incarichi di dirigenza politica. Sono arrivate 220 proposte, tra le quali sono state scelte 73, in base ai percorsi fatti, e in base alla rappresentatività territoriale. Nelle liste al sud ci sono candidature che provengono dal mondo dell'antimafia, del movimento Carriole, i No Triv, un operaio di Pomigliano. Ci sono esperienze da un lato simboliche, dall'altro piene di contenuti. Ora dovremo raccogliere le firme per presentarci
Siamo cittadini europei, ma la maggior parte di noi non sente quest'appartenenza. Cosa fare per svilupparla?
Io penso che la nostra generazione ormai si senta europea, però sentirsi pienamente 'cittadini' è diverso. Si dovrebbe dare centralità al Parlamento, uscire da una logica per cui le elezioni europee servano solo a regolare le dinamiche e i giochini dei partiti, perché questo viene fatto, e al tempo stesso rafforzare gli strumenti partecipativi diretti. Ad esempio c'è uno strumento di petizione popolare l'Eci, con cui è possibile proporre una tematica direttamente all'attenzione della commissione. Rafforzarne il peso, ponendo un vincolo per discussione è importante. Questo è uno strumento che dovrebbero essere utilizzato anche in Italia, dove le proposte vengono insabbiate e  mai discusse. Così  i cittadini parteciperebbero al processo democratico. E poi servirebbero istituzioni indipendenti dalla finanza e dalle lobby. Il Parlamento europeo è totalmente intasato da questi meccanismi, il peso dello spread ha raggiunto livelli insostenibili. E in questo credo che anche il presidente Napolitano abbia le sue responsabilità per l'Italia
Tu sei barese, un commento sul panorama delle Comunali:
Guardando ciò che è accaduto ultimamente, io credo che serva più coraggio. La vicenda delle primarie non è stata affatto bella, non solo per ciò che è successo, ma perché sarebbe servito reagire con maggior forza nell'individuare le responsabilità e nel comportarsi di conseguenza. Non si può un giorno accusare pesantemente qualcuno e il giorno dopo considerarlo alleato. Per il resto, di certo non bisogna tornare indietro su ciò che di oggettivamente buono è stato fatto.
 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

 

Parole chiave: elezioni europee, Tsipras

 






 

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lunedì 22 dicembre 2014










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