Domenica e lunedì i cittadini di Modugno, Casamassima, Ruvo di Puglia e Noicattaro torneranno alle urne per eleggere il loro primo cittadino. Dopo il primo turno, i movimenti e gli accordi diventano frenetici in vista di ballottaggi determinanti per verificare la tenuta del centrosinistra o il ribaltamento delle attuali situazioni da parte del centrodestra. Senza contare le "mine vaganti" rappresentate da liste civiche e terzo polo. Locorotondo, Bitetto e Palo del Colle sono andate al PdL e alleati, al contrario di Triggiano ed Adelfia. A Ruvo e Noicattaro, però, il centrodestra non ha candidato nello scontro uno contro uno. Almeno guardando le liste a supporto.
Come due settimane fa, Go-bari seguirà lunedì 30,
in diretta sul sito, lo spoglio dei quattro comuni baresi e delle maggiori città italiane, aggiornandovi di minuto in minuto sui risultati. Nell'attesa, ecco le situazioni delle coalizioni verso il testa a testa.
QUI CASAMASSIMA - Il centrodestra ha chiuso il primo turno in netto vantaggio (45%), forte dei 4.800 voti di Mimmo
Birardi, sostenuto da PdL, Udc e altri.
Niente apparentamenti per il candidato sindaco di
Pd e Libera Casamassima Alessio
Nitti, costretto a inseguire a forte distanza, essendosi fermato a 2.300 preferenze. L'unione più naturale tra democratici e la coalizione che ha sostenuto Giovanni Carlo
D'Addabbo (1.200 voti), formata da Sel, Idv e Federazione della Sinistra, è saltata subito, contro l'indicazione di Vendola di un'unione delle forze di sinistra. A quanto si legge dal loro comunicato, le offerte del Pd sono state respinte dai partiti del cosiddetto "Ricomincio da 3", con l'accusa di non poter rappresentare un autentico
cambiamento, parola ricorrente di queste amministrative baresi. Nitti è stato, infatti, vicesindaco dell'uscente Vito De Tommaso, anch'egli vincitore al ballottaggio nel 2008 che lo vide sovvertire i risultati iniziali grazie a un accordo con il candidato di Alleanza Meridionale, ma caduto anzitempo per la sfiducia di un consiglio comunale "anatra zoppa". Con un nome condiviso dall'inizio, dicono ancora da sinistra, la proposta sarebbe potuta essere unitaria. Altrettanto indisponibile è Vito
Rodi (liste civiche), forte di 2.000 affermazioni nella tornata di 15 giorni fa, corteggiato sia da Birardi che da Nitti e accusato di andare alla ricerca di assessorati importanti. Nitti insegue, Birardi è a un passo da Palazzo di città.
QUI RUVO - 800 voti separano Matteo
Paparella (liste civiche, Fli, MpA e Io Sud) e Vito
Ottombrini (centrosinistra unito e Api), contendenti al secondo turno. Il centrodestra era ufficialmente fuori gara, con l'uscita di scena di Francesco
Catalano, ma un rocambolesco accordo ha rimesso in pista il PdL. Paparella pochi mesi fa è stato estromesso dalla giunta provinciale dal Presidente Schittulli, che gli chiedeva di scegliere tra l'ente da lui diretto e la competizione ruvese. Dopo l'affermazione della prima tornata, però, è stato siglata un'intesa proprio col coordinatore provinciale del Popolo della Libertà Di Staso, pur senza apparentamento ufficiale, sulla base della promessa dell'assessorato al bilancio per un componente della lista fuori dal ballottaggio e la realizzazione di un gruppo consiliare con il sindaco e tutti gli eletti in quota civica. Una capriola politica notevole, considerando che solo pochi giorni prima Catalano aveva indicato libertà di voto ai suoi elettori. Poco dopo ci ha pensato il partito a sgomberare il campo dai dubbi. Una sorta di primaria esterna per scegliere il papabile primo cittadino più forte. Una scelta non apprezzata da tutti, con notevoli malumori del comitato pro-Catalano.
QUI NOICATTARO - L'unione ufficiale del centrosinistra tra il candidato Pd e Udc Luigi
Rizzo e quella di Sel Arcy
Di Gioia (indicata come vicesindaco in caso di vittoria) giunge come necessaria per affrontare Peppino
Sozio (civiche e Fli), vicino al 50% al primo turno, avanti di quasi 2.000 preferenze rispetto alla somma dei due avversari. Il dispiegamento mediatico dei big per Rizzo è notevole, con la benedizione di Michele
Emiliano e Nichi
Vendola e la presenza sul territorio di Antonio Decaro, ma lo scarto con Sozio è altrettanto importante, senza considerare il ruolo del PdL Pignataro, ufficialmente non schierato con nessuno.
QUI MODUGNO - Accordo tra centrosinistra e terzo polo per sostenere il candidato Pd Mimmo
Gatti, in forte vantaggio su Giuseppe
Vasile del centrodestra. La somma di Gatti e dei voti dell'Udc Filippo
Bellomo manderebbero (per ora sulla carta) in orbita la coalizione democratica (allargata). A fare maggior rumore è però la denuncia del candidato delle civiche Nicola
Magrone. L'ex magistrato, forte di un sorprendente risultato (2.600 preferenze contro le 1.000 delle sue liste) ha scelto la
rete per mostrare tutto il suo disappunto verso il candidato avanti nelle previsioni. L'intesa con l'Udc, infatti, non è un apparentamento formale di liste. Bellomo occuperebbe il posto di consigliere comunale come candidato sindaco non eletto, pur facendo parte (di fatto) di un'eventuale maggioranza targata Gatti. Ad essere escluso dal consesso sarebbe lo stesso Magrone, nonostante l'ampio
feedback ricevuto dai modugnesi. Un caso davvero singolare, in cui però il centrosinistra pare avere la strada spianata per il dopo Rana.
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