Google premia un team di ricercatori del Politecnico di Bari con l’IOT Research Award

di Redazione Go Bari venerdì, 1 aprile 2016 ore 13:20

Il Rettore Di Sciascio: Per noi una conferma che è l’innovazione la strada da seguire

Google premia un team di ricercatori del Politecnico di Bari con l’IOT Research Award. Al termine di una competizione aperta ad università ed istituti di ricerca di tutto il mondo, l’azienda californiana a cui fa capo il più noto motore di ricerca del Web ha scelto anche un progetto presentato da alcuni studiosi del dipartimento di Ingegneria elettrica e dell’informazione, coordinati dal professor Michele Ruta. Si tratta di una proposta innovativa per lo sviluppo commerciale di alcune soluzioni per l’interazione automatica (senza intervento dell’utente) di oggetti, nell’ambito del cosiddetto ’Internet of things”, o internet delle cose. In arrivo a Bari, da subito, speciali attrezzature fornite da Google per portare a termine la prima parte del progetto. Al termine della quale si aprirà la fase del finanziamento, per sviluppare i prototipi su larga scala.
«Le prospettive – spiega il professor Ruta – sono enormi e abbiamo intenzione di portare a termine il progetto con il massimo rendimento in termini di soddisfazione dell’azienda, che negli ultimi anni sta puntando molto su questi nuovi prodotti, ma soprattutto in termini di benefici per il nostro Politecnico». La comunicazione ufficiale dell’assegnazione dell’IOT Research Award è arrivata al docente barese nei giorni scorsi, con un’email dal responsabile del progetto di ricerca di Google. «Questo risultato – commenta il rettore, Eugenio Di Sciascio –  dimostra la capacità, per il nostro ateneo, di accreditarsi come partner scientifico qualificato di società così importanti a livello globale». Il progetto consiste nel dare una controparte virtuale (digitale) ad oggetti fisici. Dalle automobili alle scarpe, dagli alberi agli elettrodomestici, il modello, secondo precisi algoritmi, è applicabile a qualunque cosa.
«L’idea è di poter assegnare ad oggetti fisici – spiega il professor Ruta - la capacità di "sentire" il contesto in cui si trovano attraverso interfacce sensoriali, di elaborarne una descrizione complessa e di adattare se stessi e oggetti circostanti in base a procedure di deduzione automatica». Oggetti inanimati, in questo modo, fanno “esperienza” del mondo circostante, ne elaborano i cambiamenti e prendono decisioni in base a questi ultimi. «E' come se gli oggetti potessero dialogare tra loro – conclude il professor Ruta - e con gli utenti umani in base ad una esperienza codificata». Le possibilità di uso spaziano  dall’industria della salute e benessere alle città intelligenti e la domotica, i robot, le applicazioni di disaster recovery.
Un precedente due anni fa, sempre nel Politecnico, per i sistemi di controllo delle applicazioni in tempo reale direttamente su browser, che valse un Google Research Award ad un altro team, guidato dal professor Saverio Mascolo, del dipartimento di Elettronica ed Elettrotecnica. «L’attuale riconoscimento  – aggiunge Di Sciascio – è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia determinante la capacità innovazione tecnologica, attraverso una ricerca scientifica di qualità». Sui temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, il rettore del Politecnico aveva incentrato il suo discorso di apertura, la settimana scorsa a Bari, della “Primavera delle Università” promossa dalla Conferenza dei rettori. Dall’alleanza con le imprese, questo è stato il ragionamento di Di Sciascio, può nascere un nuovo sistema virtuoso per intercettare finanziamenti, a fronte del cronico sottofinanziamento delle università pubbliche.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   
  1. Politecnico Studente 1 aprile 2016, ore 14:55

    Grande soddisfazione per il Politecnico per l'ennesimo premio vinto, dimostrazione di quanto sia una grande università. Congratulazioni al Rettore per l'operato svolto nell'ambito della ricerca. Non dimentichiamo però che il successo della ricerca è frutto del lavoro di persone laureate che possono dunque operare nell'ambito della ricerca. Meno laureati => meno ricercatori => minor successo nella ricerca. E se i laureati sono pochi è colpa spesso degli stessi docenti che per il successo della ricerca ignorano l'importanza della didattica e degli studenti, che sono maltrattati. Riflettiamoci.

Mostra tutti i commenti

Inserisci un commento


Bari social







Commenti recenti

  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

    Mostra articolo
  • Tangorra Angelo

    Irrisolto però il problema del pericoloso incrocio a raso Via Giuseppe Sangiorgi/Strada San Giorgio Martire da e per Via M.Cifarielli/Via...

    Mostra articolo
  • maggiora vincenzo

    Gent.mo ing. Galasso, dal 1990 un tratto di strada di via rosario livatino (80/100 metri) attende le opere di urbanizzazione: Quando potremo vedere...

    Mostra articolo



Login

Se non sei iscritto, registrati subito!