Il M5s Bari accusa gli occupanti della Rossani: "Sono i poliziotti di Decaro" (VIDEO)

di Claudia Morelli giovedì, 3 aprile 2014 ore 19:51

L'accaduto Il docuweb sulla Rossani L'autogestione

Dopo l'episodio avvenuto domenica, denunciato dal Movimento cinque stelle Bari e controribattuto dal Comitato della Rossani,che ha dichiarato di non volere strumentalizzazioni, la polemica si è riaperta.
Ai pentastellati, che si erano presentati ai cancelli della Caserma informalmente autogestita muniti di spillette e magliette, proprio non è andato giù il divieto d'accesso imposto dagli occupanti (le condizioni per entrare erano di “non fare la campagna elettorale” dentro la caserma).
Il Movimento ha caricato il video che testimonia come gli attivisti siano stati respinti e dichiara di avere avuto dichiarazioni di solidarietà anche tra i ragazzi del collettivo: “Inoltre – afferma in nota il M5s - qualcuno degli occupanti ci ha anche confessato il cambiamento di atteggiamento di alcuni di loro dal primo giorno di liberazione dell’ex caserma all’incontro con il Sindaco di Bari prima e con Fabio Losito e Antonio Decaro dopo. Quest’ultimo, in particolare, ha saputo conquistare il "cuore" di alcuni tra gli occupanti e innanzitutto dei rappresentanti del Comitato Rossani, con la promessa da campagna elettorale, di risolvere la questione, nei fatidici primi 100 giorni da Sindaco. Come? Con un parco urbano gestito dallo stesso Comitato e da operatori culturali. Ovvio che questi stessi si possano rendere disponibili per comparate negli spot elettorali a favore del candidato sindaco piddino, mentre fa il giardiniere”. 
Nonostante  sfilino al seguito di ragazzi che scimmiottano le forze dell'ordine nei cortei di protesta, alcuni occupanti si trovano ad essere accusati di essere i “poliziotti al servizio di un sindaco e del proprio pupillo,  nonostante si rifacciano al libertarismo” e a giudicare dall'accoglienza che si fece effettivamente i primi giorni dell'occupazione a Decaro, che pur non indossando magliette era riconoscibilissimo nelle vesti di candidato, l'accusa non sembra poi così infondata. 
“Vogliamo chiarire ancora una volta che il MoVimento 5 Stelle non è un partito e noi attivisti non vogliamo collocarci su posizioni ideologiche, siamo semplicemente cittadini informati, con l’elmetto, in guerra contro le false promesse dei politicanti. Inoltre – a differenza di certi candidati sovraesposti mediaticamente, che con lo stipendio da parlamentari si fanno una costosissima campagna elettorale a Bari, malgrado le promesse di rifuggire da qualsiasi spreco – noi abbiamo scelto di non imbrattare muri e cartelloni con i nostri faccioni, di operare in questa campagna elettorale nel più assoluto rispetto dell'ambiente, di utilizzare il web e il passaparola come strumenti di propaganda. E' per questo allora che, ovunque andiamo, ci dobbiamo rendere riconoscibili con magliette, distintivi, bandiere” conclude il Movimento, che ribadisce la richiesta di libero accesso alla Caserma Liberata.
 

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