"BEAUTY CAN HAPPEN A LITTLE BIT LATER", la nuova personale di Francesco Attolini a San Pietroburgo

di Redazione Go Bari mercoledì, 15 giugno 2016 ore 11:53

L'artista barese ancora sugli scudi in terra russa

Il duo Attolini + Uglach sono alla prima personale insieme. La mostra ha inaugurato il 3 giugno 2016 registrando un successo di pubblico critica e vendite,

Gil artisti insieme affrontano il delicato ed attuale tema dello spazio/tempo nella mostra evento “Beauty can happen a little bit later”. Ovvero. può capitare che la bellezza arrivi anche un po’ più’ tardi. Immaginate i 16 dipinti che hanno segnato non solo la storia dell’arte ma anche quella dell’umanità e pensate a quello che sarebbe potuto accadere un fotogramma successivo. Il tempo e lo spazio acquisiscono, grazie alla scoperta della prova dell’esistenza delle onde gravitazionali, un significato diverso; come questi lavori che improvvisamente risultano averne un altro, attuale, contemporaneo. La mostra oltre ai lavori su tela presenta un video, una scultura, un’istallazione, è un biglietto di una partita di Champions League originale di Shalke 04- Bari... Ma la cosa più coinvolgente è che la galleria Nevsky 8 è stata completamente stravolta per raccontare una storia, come un film, non solo una mostra, che cambierà per sempre la stroria dell’arte, cambiandone il passato nel presente e con delle visioni proiettate nel futuro.

Attolini, che ha partecipato con 2 progetti alla Biennale di Venezia e con uno a quella di Mosca e di Santiago del Cile è salito alla ribalta internazionale per il suo progetto "SELF PORTRAITS" celebre in tutto il mondo, "LAST BET UNITED", lavoro che mette in luce in chiave ironica lo scandalo del calcio scommesse che ha sconvolto l’Italia e non solo nel 2011, e prima ancora con "THE FIRST KISS" opera che stupì la critica e "CIAO MISTER" opera video vincitrice del festival di Torino opere sull’immigrazione. I lavori di Attolini sono nelle collezioni Museali pubbliche e private in tutto Mondo ed hanno partecipato alle Fiere d’arte più di tendenza.

Viktor Uglach, pittore russo, è uno dei ritrattisti più rinomati dell’era comunista, vicino ai potenti della Russia sovietica e post sovietica e membro d’onore dell’ASSOCIAZIONE ARTISTI DELL’UNIONE dal 1990 si distingue per le sue pitture monumentali in Russia e Nel Tashkent dove ha lavorato stabilmente nel Teatro dell’opera e del balletto di Navoi. Uglach ha vissuto e lavorato dal 1993 al 2006 in Grecia ed è stato un apprezzato scenografo e paesaggista. Nel 2007 produce lavori pittorici monumentali per l’università di Ulianovskle sue opere sono in collezioni pubbliche e private in tutto il Mondo.

INTERVISTA CANALE SAN PIETROBURGO TV LIFE 78

Il messaggio di tutta la mostra è racchiuso nel titolo “Beauty can happen a little bit later” ovvero può succedere che la bellezza arrivi un po’ più tardi. E’ un forte monito per le persone a non mollare mai, a credere che il meglio deve ancora venire, che anche dopo un grande disastro si può risorgere e che comunque alla fine tutto quello che succede, deve succedere è basta. E’ tutto un finto equilibrio che prima o poi si spezzera’ oppure è un caos che alla fine rientrerà in un equilibrio , ma la bellezza quelle vera, potrebbe arrivare un po’ più la’ con o senza di noi.

La mostra non è pensata solo come una classica mostra ma  come un film; costituito da pezzi, in totale 16 dipinti ad olio, 5 fotografie, 1 biglietto, 1 video, un’installazione ambientale ed una colonna sonora appunto che scandisce il tempo. Lo spettatore si può liberamente creare il suo viaggio scegliendo l’incipit, il suo svolgimento e la sua scena finale. Libero arbitrio.

Il tempo e lo spazio, infatti, sono fondamentali, perché questa mostra altro non è che un viaggio. Un viaggio nello spazio tempo che Viktor ed io abbiamo fatto grazie alle recenti scoperte sulle onde gravitazionali che hanno confermato le teorie di Einstein secondo le quali è possibile viaggiare nel tempo non solo in teoria ma anche i pratica. Più semplice nel futuro, un po’ più complicato nel passato, ma noi ci siamo stati, sempre in ritardo, ma la bellezza è comunque arrivata, e l’abbiamo colta. Abbiamo dipinto i 16 lavori che hanno fatto la storia dell’arte e dell’umanità,  uno o più fotogrammi successivi, come in un film appunto, in un tempo sospeso, a volte senza i soggetti, alle volte lasciando delle nostre tracce contemporanee. Ecco la Gioconda senza la Gioconda ma con l’Ermellino che non troviamo nel quadro nella dama. Oppure il ragazzo con il cesto di frutta di Caravaggio senza la frutta ma con dei carciofi che l’artista in realtà aveva appositamente posato qualche ora dopo. E poi il Cristo morto del Mantegna che ora dorme ascoltando musica con le mie cuffie stereo dopo avere letto gli appunti di Leonardo. La bellezza puo’ arrivare anche un po’ più’ tardi o anche molto più tardi, come si vede dai 5 scatti dal futuro, dove troneggia il colosseo sommerso dalle acque.

La mostra evento verrà inaugurata il 3 giugno 2016 alle 20.30 e si accederà solo su invito. il 2 giugno di sarà la presentazione alla stampa alle ore 16.00. Presso la galleria “Lavka Xudoshnika, nevsky 8.

 

TESTO CRITICO DI DIMITRI OZERKOV DIRETTORE ERMITAGE CONTEMPORANEO

 
La Bellezza è insopportabile, e ' simile alla morte. La ragazza con l'orecchino di perla ha perso l'orecchino. Al posto della gioconda si siede un ermellino che prima era in braccio alla dama: Chi è lui, un dolce furetto casalingo o  il diavolo in carne e ossa? La mancanza,  la bellezza è il tema eterno delle imperfezioni che hanno creato il mondo.
 
Un po 'più tardi, un po' di poi, qualche tempo dopo: questi i temi che rimagono dietro e il tempo non specifica i fatti che sembrano promesse non mantenute. Ora personalmente, esso si spegne insieme a noi, e non richiede a sé indulgenza.
 
Attolini e Uglach hanno inventato un progetto che si presenta come una giostra che vive tra lo spazio e il tempo. Tuttavia, questa impressione viene gradualmente sostituita dsa significati complessi, emergenti e tal volta al di fuori della storia dell'arte. E, infine, un senso di orrore suila loro profondità e la diversità. Si tratta di un complesso gioco diabolico della storia della pittura europea, che ha inizio con la pittura stessa, germogliante, ricca di vita
 
Loro hanno creato un capolavoro di disastroso e di paura, hanno fermato il progresso e il tempo con un colpo catastrofico. Dietro questo aspetto esiste il timore che la cultura vivente interioie perda i suoi punti di riferimento - opere dei più grandi artisti del passato: Leonardo, Caravaggio e Tiziano. Uniti spendono forze enormi per conservare tutti questi valori, alimentando grandi rivenditori di fratellanza dell' arte, restauratori, collezionisti. Ma la paura può soppiantare la cultura stessa solo attraverso l'introduzione di in sua risata fragorosa, il gioco, il divertimento e l'intrattenimento abbia inizio.
 
Oggi, intorno - un giro tondo, perché le loro paure e le persone si nascondono dietro una risata violenta e fragorosa. Beauty la bellazz è in ritardo o in anticipo, o semplicemente non "avviene" affatto: si tratta di una risata nel regno di specchi storti. Ma in ogni scherzo specchio ha il suo lato macabro: Ora una volta che tutti i capolavori europei effettivamente cessano di esistere per come sono stati pensati. Questo è - il film terribile disastro, che gli artisti hanno costruito deliberatamente rimuovendo l'incubo.
 
Qual è il ruolo degli artisti di oggi? Il manifesto della mostra, è questo, loro si distinguono come salvatori dell'umanità - tranquilli e fiduciosi. Tuttavia, a loro è assegnaoi solo il ruolo di osservatori, veggenti, e in silenzio in attesa. A differenza di tutti noi, il tempo di un polverone intrappolato, in silenzio, guardando i capolavori di artisti, non la copia ma la creazione di varianti. Mentre il tempo è dalla nostra parte. Mentre vi è una tale possibilità. Fino a quando arriverà la bellezza perfetta.
 
Dmitry Ozerkov
 
 

TESTO CRITICO DI MAURIZIO VANNI - DIRETTORE Lu.C.C.A Museum

 
 
Il tempo senza tempo del qui e ora.
 
 
 
Metti una giornata invernale in Russia, di quelle in cui un vento gelido ti abbraccia con tutta la sua impertinenza, e qualcuno che affermi, con espressione sarcastica, di non aver mai provato un caldo simile in vita sua. Probabilmente non sarebbe difficile cogliere l'intento ironico o quantomeno metaforico delle sue parole, ma non sarebbe certo scontato. Comprendere l'ironia è un processo cognitivo tutt'altro che semplice che richiede cultura, sensibilità, predisposizione alla non convenzionalità e velocità di pensiero.
 
 
 
L'espressione di chi parla e il tono della voce di chi si esprime verbalmente possono contribuire a farci riflettere e spingerci a cercare oltre le informazioni di superficie che stiamo analizzando. Di fronte a un dipinto le cose cambiano: non sempre ci sono elementi capaci di guidarci nel territorio minato della meta-realtà se non siamo in grado di cambiare prontamente ottica percettiva. 
 
 
 
Dopo l'euforia degli anni Novanta, quando l'artista sembrava aver ritrovato il desiderio di una nuova rivoluzione creativa e percettiva legata all'utilizzo della tecnologia, l'artista 3.0 vive una nuova “emarginazione” artistica e sociale. Un vero e proprio isolamento prodotto da una crisi identitaria e accentuato da “mondi culturali” che allontanano dall'istinto a vantaggio di una comunicazione sempre più concettuale e provvisoria che rappresenta perfettamente il lucido caos del qui e ora.
 
 
 
Se l'unica regola è quella di non avere regole e se la percezione visiva è sostituita da un atteggiamente estatico supportato da continui cambiamenti di ruolo – il pittore diventa oggetto da indagare, il pubblico sovrano si trasforma in strumento interattivo e il critico diventa artista –, il pittore del qui e ora non può che creare l'ennesino corto circuito spazio-temporale con una strategia visiva e compositiva che permette di salvarsi dalle censure emotive: l'ironia.
 
 
 
Per il duo Attolini & Uglach – il fatto di ideare opere a quattro mani è piuttosto inconsueto – l'ironia visiva evidenzia una mancanza di fede in quelli che avrebbero dovuto essere i punti di riferimento inamovibili delle espressioni artistiche. Ironia nei confronti dei luoghi convenzionali che ospitano i grandi capolavori dell'arte visiva di ogni tempo e di quei pubblici che credono che sia sufficiente offrire una propria definizione di arte contemporanea per darsi un tono da intellettuali.
 
 
 
L'Ermellino è fuggito insieme a Monna Lisa, che, stanca di essere nella gabbia dorata che Leonardo ha prodotto per lei, si allontana dalla stanza più vista e meno meditata del Museo del Louvre. Francesco & Victor ci invitano a entrare nel futuro facendo un passo indietro nel passato, trasformando l'ironia in un'arma di difesa e di offesa esercitata in nome di un disagio morale ed esistenziale, al di fuori di ogni riserva concettuale.
 
 
 
L'ironia agisce sul rovesciamento dei codici, sulle mancanze e sugli esuberi, sui condizionamenti mentali, spirituali e fisici, sulle trame storiche, sociologiche e antropologiche. I due artisti, attraverso l'ironia e la metafora visiva, tendono a insinuare nuovi sospetti su ciò che oggi definiremmo realtà. Dobbiamo crederci?
 
Maurizio Vanni

 

 

 


 

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