Scontro tra treni in Puglia. Il capostazione di Andria: "Ho alzato io la paletta"

di Redazione Go Bari giovedì, 14 luglio 2016 ore 14:30

IL BILANCIO DEFINITIVO | L'INCIDENTE

23 morti e 52 feriti. E’ questo il bilancio finale della strage ferroviaria in Puglia. Ultimati i lavori di rimozione dei resti dei convogli sulla tratta Andria-Corato, con i parenti delle vittime che continuano a presidiare l’istituto di Medicina patologica del Policlinico di Bari, dove ci sono le salme. Scene di grande dolore con i familiari che chiedono a gran voce giustizia per l’accaduto.

A tal proposito la Procura di Trani ha messo il primo tassello nell’indagine per l’accaduto, iscrivendo alcuni nominativi nel registro degli indagati. Come riportato dall’Ansa, il fascicolo aperto con le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo punta dunque dritto al personale di Ferrotramviaria che era in servizio ieri nelle stazioni di Andria e Corato: i due capistazione, innanzitutto, ma anche eventuali collaboratori.  Al momento tra gli indagati dunque risultano i due capistazione di Andria e Corato, sospesi dal servizio e un ferroviere. Gli accertamenti fin qui svolti se non hanno ancora consentito di ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente, hanno però permesso di avere alcuni punti fermi.

"È vero quel treno non doveva partire. E quella paletta l'ho alzata io: non sapevo che da Corato stesse arrivando un altro treno per questo ho dato il via libera. In questa storia - queste le parole di Vito Piccareta, capostazione di Andria, ai microfoni di Repubblica - anche noi siamo delle vittime. Siamo disperati ma un solo errore non può aver causato tutto questo". "Stiamo soffrendo - dice la moglie - quelle immagini sono inaccettabili, tutto quel dolore, quello che è accaduto è incredibile. Ma non è pensabile dare la colpa di quello che è successo soltanto a un errore umano. Non è così". "Ho fatto partire io quel treno - dice Piccarreta anche alla Stampa - sono stato io ad alzare la paletta. C'era confusione, i treni erano in ritardo e..". E al Corriere della Sera ribadisce, "Adesso tutti mi buttano la croce addosso, ma la vera vittima sono io".

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