MEDIO ORIENTE, RESTA ALTA LA TENSIONE

di Claudia Bruno martedì, 8 giugno 2010 ore 11:04
Altra nave bloccata al largo di Gaza

Non si placa la situazione in Medio Oriente dopo l’attacco sferrato il 31 maggio scorso dalla marina israeliana contro la Freedom Flottilla, che tentava di forzare il blocco imposto nella striscia di Gaza e di portare aiuti umanitari ai palestinesi. L’operazione militare, che ha causato nove vittime accertate e molti feriti, ha suscitato polemiche e proteste in tutto il mondo, a partire dalla Turchia, Paese di provenienza dei pacifisti uccisi.

L’Onu ha avanzato la proposta di un’inchiesta internazionale per far luce sulla vicenda (hanno votato contro Usa e Italia), mentre migliaia di manifestanti in tutto il mondo si sono riuniti davanti alle ambasciate israeliane per protestare contro quello che è sembrato un oltraggio al diritto internazionale, considerando che la nave in questione trasportava pacifisti disarmati e che l’assalto è avvenuto in acque internazionali, dunque al di fuori del controllo israeliano. Ieri intanto, l’irlandese Rachel Corrie, un'altra nave che cercava di forzare il blocco per raggiungere la striscia di Gaza, è stata intercettata dalla marina israeliana e dirottata nel porto israeliano di Ashdod, per fortuna senza incidenti.
 
Da più parti si levano appelli ad Israele per cessare l’embargo che sta sfiancando la popolazione palestinese. L'Alto commissario dell'Onu per i Diritti umani, Navi Pillay, ha dichiarato che il blocco navale della Striscia di Gaza è illegale e va rimosso perché "la legge umanitaria internazionale vieta di affamare un popolo come arma di guerra... ed è proibito anche imporre ai civili punizioni collettive". Persino gli Stati Uniti, storici alleati di Israele, hanno definito “insostenibile” l’attuale situazione di Gaza e premono sul governo di Benjamin Netanyahu per un ammorbidimento delle posizioni israeliane.

Il rischio è che l’atteggiamento intransigente di Israele risvegli l’estremismo islamico in Paesi che recentemente avevano adottato una politica meno ostile  verso lo stato ebraico, come la Turchia. Per non parlare di regimi come quello in Iran, le cui reazioni anti-israeliane potrebbero rivelarsi assai pericolose per l’equilibrio internazionale. A questo punto, per evitare il peggio molto dipenderà dagli organismi internazionali e soprattutto dagli Stati Uniti, che dovranno far valere tutto il loro peso per influenzare la politica israeliana e riaprire il tavolo delle trattative.

Attibuzione - Non commerciale

   

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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  • PeterurgesEF Peterurges

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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