Emiliano al capolinea? La primavera "cittadina" va ricostruita

di Antonio Scotti venerdì, 16 marzo 2012 ore 19:29
Il Crac della Fondazione Petruzzelli e le compromissioni tra poteri economici e Palazzo disvelano, in qualche modo, il termine di questa esperienza politica. Serve una riscossa civile...

Michele Emiliano

Sono bastate due settimane per cambiare d’un colpo lo scenario politico locale. Parliamoci chiaro, i segni di un disfacimento progressivo dell’esperienza politica di Emiliano si erano intravisti da tempo (al netto di buon primo mandato, ndr). E oggi quel si raccoglie altro non è che il processo involutivo di una classe dirigente giunta per buona parte al capolinea. Dopo il lancio della candidatura dell’attuale sindaco di Bari a presidente di Regione, abbiamo assistito allo scoppio di due mine che colpiscono nel cuore la città. In primis il crac della Fondazione Petruzzelli, con il commissariamento del governo per cercare di sanare una situazione destinata altrimenti ad andare alla deriva, con oltre 8 milioni di euro di debito, centinaia di persone a rischio posto di lavoro e presunti meccanismi clientelari di assunzione. Neanche il tempo di meditare sul disastro di gestione, e sul collasso operativo che potrebbe presto colpire l’ente lirico, che scoppia “parcheggiopoli”: un caso ancora più terribile perché riguarderebbe illeciti commessi da una società edile assai vicina al potere politico. Dalle prime indiscrezioni emergerebbe una disinvoltura da brividi tra quadri dirigenti di enti pubblici, imprenditori e politica. Una ritratto consunto di favori sotto banco pur di gonfiare gli utili, mercanteggiando tutto con ristrutturazione di case, viaggi e regalie varie.
 
La compromissione della politica con un sistema di gestione del potere figlio del rampantismo di prima maniera sta facendo precipitare il racconto di una primavera pugliese, che avrebbe potuto/dovuto creare una discontinuità nel modo di fare politica. Sono passati tanti anni e lo stesso Franco Cassano, sociologo ed ispiratore dell’associazione “Città Plurale” (che per un po’ è riuscita a coagulare le teste pensanti dell’urbe cittadina”)  ammette che andando a rileggersi lo Statuto si rimane agghiacciati dal non cambiamento e, forse, dalla involuzione dello scenario politico cittadino.  Meno di un mese fa Michele Emiliano rilasciava interviste in tutta Italia contro i mestieranti di partito e per presentare il suo nuovo progetto politico. L'obiettivo è (o era?) quello di archiviare il berlusconismo, andando al di là degli steccati partitici, allo scopo di elaborare un programma condiviso e sponsorizzato dai “leader sindaco” (lui, De Magistris, Zedda, ndr). Bersani lo ha benedetto per le Regionali, ma non sul fronte nazionale. Il Pd pugliese ha forse l’occasione che ha sempre atteso per fare una pulizia totale con tutto ciò che è contiguo con un modo di guardare alla politica in modo affaristico e spregiudicato. A patto che si abbia il coraggio di uscire dalle frasi fatte e si prenda il toro per le corna. 

Ma è evidente che per riscattare l’immagine di questi ultimi avvenimenti, ci sia bisogno anche di una riscossa. E un nuovo riscatto nel volto politico della città non può che arrivare dalla società civile. Come saggiamente indicato da Franco Cassano, è necessario raccogliere il testimone dell’attivismo di qualche anno fa, ma a condizione che ci siano energie fresche e si giunga ad un reale allargamento alla società. Il principale sconfitto di questi giorni è la politica, un bene comune che merita di essere difeso e valorizzato e che ha bisogno di vedersi riconosciuta una credibilità che oggi in pochi sono disposti a concederle. 

Scuole, università, chiese, associazioni, sindacati, mondo del volontariato, intellettuali, lavoratori, professionisti, disoccupati. Serve scendere di nuovo in strada e ripartire dal buono che si è realizzato (poco o molto?). E poi mettersi attorno ad un tavolo per elaborare idee, disegnare progetti e concepire una visione futura di città, che sia frutto di una partecipazione trasversale e che ci riconsegni il vero valore del bene pubblico

Partire dal basso, aprire le porte dei partiti e immaginare nuove sintesi per rispondere ai bisogni delle persone. Una traversia può trasformarsi in opportunità. Al diavolo le scorribande interne e fra i partiti che lasciano tutto immutato. Siamo nella città del Comitato di Liberazione Nazionale. Non lo dimentichiamo. Di energia positiva da mettere a valore, questa città ne ha davvero tanta. 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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