La Primavera pugliese è morta e sepolta

di Giuseppe Milano sabato, 24 marzo 2012 ore 01:00
Baripartecipa tradisce le finalità dell'assemblea pubblica che diventa uno spot per Vendola ed Emiliano

Emiliano e Vendola

Bari - La Città di Bari ha perso un'occasione importante per gettarsi alle spalle il fango delle ultime settimane. Quello che l'ha travolta senza pietà, nuovamente, trascinando nel dirupo della vergogna anche la Regione, dopo il terremoto provocato dalle inchieste su Giampaolo Tarantini e Sandro Frisullo. L'assemblea pubblica promossa da Baripartecipa con la collaborazione anche di altre sigle associative (in apertura un superficiale Luigi Quaranta ha citato solo quelle mediaticamente note) ha fallito il suo obiettivo: non erano presenti cittadini comuni né, in particolare, giovani – come pure evidenziato da Danny Sivo nel suo intervento. 

La sala dell'hotel excelsior era affollata, infatti, dai politici e dai dirigenti di partito essenzialmente del Pd e di Sel. C'erano tutti, ma proprio tutti quelli che in questi anni hanno contribuito a far allontanare i cittadini dalle Istituzioni e dalla Politica. Il gotha della politica barese e pugliese era al capezzale di Vendola ed Emiliano, con alcune eccezioni critiche. Nelle oltre due ore e mezza di incontro numerosi sono stati gli interventi, ma la sensazione che ha accomunato molti presenti è che la “primavera pugliese” sia, già da tempo, morta e sepolta. 

Perché quel movimento – con la sua freschezza, il suo carattere innovativo e dinamico, con l'entusiasmo empatico che ha saputo creare tra porzioni di cittadini dalle differenti sensibilità – era un movimento prima di tutto culturale. E poi politico. Era culturale perché la narrazione della nuova stagione aveva visto protagonisti anche giovani e cittadini che mai si erano avvicinati alla politica partitocratica e che, pertanto, avevano riposto fiducia e speranza. Per un cambiamento tangibile. Per un cambiamento di paradigmi e di prospettive. Che restituisse dignità ad una città e ad un territorio. Che restituisse dignità alla politica, affinché tornasse ad occuparsi del Bene Comune, affinché tornasse ad avere una dimensione etica. Una tensione sociale. Nel nome della lealtà, dell'onestà e della responsabilità.

L'incontro di Baripartecipa è sembrato, piuttosto, una passerella per rappresentanti politici che non hanno più alcuna rappresentanza. Il tema della rappresentanza, come pure quello da un lato del ricambio generazionale e dall'altro del cambiamento che può esserci nuovamente investendo in cultura e lavoro, sono stati, del resto, oggetto delle riflessioni di molti degli intervenuti. Il valore della partecipazione che si frappone alla “dimensione tragica di chi esercita un potere”, a causa delle scelte che occorre prendere, è stato al centro dell'intervento di Nichi Vendola, il quale nel ricordare il berlusconismo come “devastazione del pubblico, il cui primato, quello dei beni comuni, è tutto da ricostruire”, ha voluto, inoltre, sollecitare i presenti sul leaderismo contemporaneo e su come il centrosinistra corra il rischio di autoassolversi, nonostante la sua permeabilità al trasformismo e al malcostume, rispetto alle quali la questione morale non può essere affrontata in chiave moralistica, ma politica, senza dimenticare la chiosa sugli ultimi eventi "giudiziari" che hanno reso ancor più velenosa l'aria di Bari in questi giorni. "Facciamo bene a separare la questione giudiziaria da quella politica - ha ricordato Vendola - ma c'è una percezione diffusa di opacita' e malcostume e non si puo' guardare avanti se non guardiamo indietro. Dobbiamo porci il quesito perchè la sinistra sia permeabile ai fenomeni di trasformismo''.

Michele Emiliano, invece, ha evidenziato come ad oggi non stia più funzionando il meccanismo dei partiti – ritenuti necessari – come polo di selezione e di formazione, essendo questi diventati rischiosamente comitati elettorali e d'affari permanenti. E come da questa interpretazione sia nata, nelle scorse settimane, quella polemica sul suo coinvolgimento in una lista civica nazionale, a discapito proprio del partito di cui è presidente regionale. Ma il Sindaco, proseguendo il “mea culpa” dei giorni scorsi, ha anche rimproverato quella “cittadinanza attiva” che inizialmente lo aveva sostenuto e che in tutti questi anni, anche per sue responsabilità, lo ha abbandonato interrompendo il dialogo con le Istituzioni che sarebbe stato utilissimo per fronteggiare alcune criticità e per evitare le anomalie poi puntualmente registratesi. 

Nel riprendere, infine, sia l'intervento del Presidente  della Circoscrizione Scorza (che ha criticato l'inconsistenza amministrativa sul tema del decentramento come pure su quello della riqualificazione dell'Ospedale Bonomo) sulla capacità di saper rielaborare con sincerità gli errori del passato per meglio vivere le esperienze del presente e del futuro sia quello di Sergio Blasi, Segretario Regionale del Pd, sulla necessità di ristrutturare i processi democratici all'interno dei partiti lavorando di più e meglio sulla partecipazione di chi oggi è distante dalla politica tradizionale, Michele Emiliano ci ha tenuto a chiudere il suo intervento invitando, idealmente, tutti quelli che ci tengono a Bari e alla sua crescita qualitativa a buttare il cuore oltre l'ostacolo e a contribuire corresponsabilmente ed eticamente alla formazione di una nuova “primavera pugliese” prima che cali definitivamente l'inverno.

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