Ilva, lavoro, salute e parole. Del passato e per il futuro

di Gianvito Rutigliano domenica, 29 luglio 2012 ore 13:13

Un disastro ambientale che va oltre le valutazioni dei giudici. La situazione pare già compromessa. Chi ha dichiarato cosa?

Le parole sull'Ilva. Un fumo di dichiarazioni, retoriche o credibili, hanno invaso l'ambiente, rischiando di compromettere vista e valutazioni.

"La situazione è diversa rispetto a dieci anni fa" hanno dichiarato in coro Clini e Vendola dopo la decisione del gip Patrizia Todisco di sequestro dell'area a caldo dell'azienda. "L'aumento esponenziale delle attività di monitoraggio ambientale di Arpa Puglia nell’ultimo quinquennio è stato elemento essenziale nei risultati ambientali che la Regione ha ottenuto (riduzione di 20 volte delle emissioni di diossine dal camino E312 dell’impianto di agglomerazione, contenimento delle criticità ambientali da Benzo(a)pirene e PM10 nel quartiere Tamburi, supporto alla imposizione di numerose applicazioni BAT che hanno consentito la riduzione significativa delle emissioni ILVA negli ultimi anni)" riportava un'agenzia di pochi giorni fa sull'attività dell'Arpa Puglia. "Siamo in pieno controllo e si è voltato pagina" dicevano a dicembre il presidente della Regione e quello dell'Arpa Giorgio Assennato, commentando i dati delle emissioni, sotto i limiti imposti. Per non parlare della proposta di Vendola di chiudere l'azienda a causa dell'insopportabile condizione ambientale. Prima di diventare governatore, però, e di porsi il problema dei quindicimila operai. Magari le nuove condizioni di salubrità dell'ambiente hanno modificato anche le valutazioni sul da farsi.

Però qualcosa continua a non quadrare. Taranto è compromessa. Se i Riva hanno davvero combinato quel disastro (ambientale) per il quale in questo momento sono tappati in casa ai domiciliari, dovranno pagare. E non sarà una cifra nemmeno paragonabile a quella che i tarantini hanno pagato, stanno pagando e pagheranno per chissà quanto. Per colpa degli errori del passato che si riverberano inevitabilmente su presente e futuro. Quell'aria irrespirabile, quel cielo dai colori innaturali, quegli alberi che hanno cambiato colore sono il segno dell'inquietante statistica legata ad agricoltura azzoppata e tumori, malformazioni e morti legate all'inquinamento che nel 2020 raggiungeranno il loro apice, dicono gli esperti.

Si può fermare il motore della siderurgia italiana e dell'export pugliese per quello che è stato combinato fino a qualche anno fa? Bisogna riconoscere le responsabilità, pianificare una nuova città con la bonifica riveniente da quel piano di cui parlano Arpa e Regione finanziato con i primi 300 e passa milioni dallo Stato. Se i risultati della analisi ambientali sono davvero nuovi e incoraggianti non sembra aver senso chiudere i battenti nei prossimi mesi, visto che per lo stop dei macchinari non basta certo un clic. Che la politica pensi ad un nuovo modo di fare economia e ridare speranza. I drammi del futuro non potrà evitarli nessuno. Ma si deve fare in modo che non ce ne siano più.

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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  • PeterurgesEF Peterurges

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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