Software libero, trasparenza delle Amministrazioni e vantaggi per i cittadini

di Beppe Stallone sabato, 26 maggio 2012 ore 19:42

 

Intervista al responsabile organizzativo regionale del Partito Democratico, Domenico De Santis, che spiega come è nato il disegno di legge e quali vantaggi pratici avrà per la Regione e soprattutto per gli utenti

Domenico De Santis, responsabile organizzativo regionale Pd

 

Bari - E' stato approvato giovedì 24 maggio, all'unanimità in II Commissione regionale (affari generali, personale)  il testo della legge sul “Software libero”. Nasce dall’ integrazione tra la proposta di legge del Partito democratico, la successiva proposta di legge della Giunta e le modifiche apportate dagli uffici regionali. Per capire cosa comporterà l’utilizzo del software libero per la Regione e per gli utenti,  abbiamo incontrato Domenico De Santis, responsabile organizzativo regionale del Partito Democratico.

DOMANDA.  De Santis che cosa significa Software libero?

RISPOSTA. Significa prima di tutto eliminare il monopolio delle grandi società che gestiscono il sistema dei software nei computer, nei telefoni o in tutti i sistemi informatici che la Regione utilizza. Poi significa soprattutto libertà, abbassamento dei costi per la Regione Puglia e utilizzazione poi dei software che verranno comprati anche per le altre pubbliche amministrazioni. In altre parole la Regione per esempio gestirà delle tasse con un software che, invece di essere comprato da Microsoft, sarà acquistato da un’azienda locale e quello stesso software poi potrà essere utilizzato in maniera gratuita anche da altri enti, Comuni, Province, in maniera totalmente gratuita. Ci sarà un registro di questi software che potranno essere utilizzati da tutte le P.A. quindi un doppio guadagno.

D. E per l’utente cosa significa? C’è maggiore possibilità di accesso ai dati e alle banche-dati della Regione?

R. Noi abbiamo inserito innanzi tutto l’obbligatorietà dell’utilizzo dei software liberi, quindi a basso costo,. Poi c’è una parte della legge che prevede una serie di sistemi con accesso molto facilitato, cioè open data , dati liberi che saranno accessibili in maniera molto veloce con 2 o 3 clic sul mouse da parte di chiunque. La nostra idea è quella, nei prossimi mesi, di realizzare un’altra legge per rendere tutto accessibile, trasparente e pulito. La gente ci chiede e ci domanda giustamente una libertà di utilizzo dei sistemi, soprattutto la trasparenza totale della macchina amministrativa. Una legge che servirà anche ad  evitare la corruzione. Spesso anche cose non vere possono ingenerare l’ipotesi di reati o pratiche clientelari, questa legge prevede una trasparenza maggiore  e soprattutto un controllo da parte del cittadino che diventa anche attivo nella gestione della pubblica amministrazione, partecipe della stessa.

D. Questo è un disegno di legge che andrà in Consiglio, c’è stata convergenza fra le forze politiche?

R. Noi siamo partiti un anno fa con un percorso partecipato, abbiamo chiamato tutti gli operatori del settore, aziende, esperti, singoli cittadini, abbiamo fatto diversi forum,  vari incontri e abbiamo costruito anche attraverso la rete questa proposta di legge. Ed è la prima volta che in Italia una regione adotta un sistema di questo tipo, una cosa assolutamente innovativa. La soddisfazione è che dopo una mediazione anche con la giunta regionale, abbiamo costruito un testo unificato e il fatto che tutti i partiti abbiano detto di sì  e quindi votato a favore,  per noi del Pd è un doppio motivo di orgoglio perché abbiamo capito che è una buona idea, una buona pratica, votata e da tutti quanti accettata.

D. Quando operativamente sarà possibile al cittadino avere accesso ai dati regionali?

R. Entro un mese il disegno dovrebbe andare in Consiglio e quindi essere votato, così come in Commissione da tutti i partiti, in maniera favorevole. Dopo di che il passaggio sarà graduale. Per quanto riguarda il software, per tutti i software in scadenza si dovranno seguire le direttive che noi abbiamo scritto e quindi utilizzare software libero o utilizzato da altre pubbliche amministrazioni.  Per quanto riguarda l’open-data, già oggi  il portale della Regione è molto avanzato da questo punto di vista, penso soprattutto al sito  www.consiglio.regione.it . In più tutte le aziende pubbliche controllate dalla Regione, tipo Apulia film commission, dovranno  adeguarsi a questo sistema di legge. Quindi per l’open data penso che nel giro di due o tre mesi dopo l’approvazione della legge, già sarà fruibile e applicato. Per  il software libero inoltre si dovrà fare anche formazione e poi partiranno le collaborazioni con tutti i Comuni. Per cui quando quelli  avranno bisogno di nuovo software potranno rivolgersi a questa banca-dati regionale e quindi poter usufruire dei software regionali a costo zero.

D. Tutta questa operazione, in termini di risparmio, che portata ha per la Regione?

R. Nella prima fase non ci sarà un grande risparmio, perché naturalmente bisognerà anche formare il personale, ma nel giro di 2 anni noi contiamo di aver un risparmio di 20-25 milioni di euro l’anno. Così nel giro di 5 anni quando la macchina amministrativa funzionerà a pieno regime, la cifra sarà molto più alta. Se poi consideriamo che anche le Amministrazioni locali potranno usufruire di questi software gratuitamente il risparmio è davvero ingente. In più noi compreremo anche dalle grandi multinazionali, Microsoft, Apple e altro, ma compreremo molto di più dalle società locali. E questo significa non solo favorire nuova occupazione, ma anche che le risorse non vanno a finire negli Stati Uniti ma invece rimangono nella “Silicon Valley” europea che per noi è la Puglia, perché qui abbiamo tantissime aziende informatiche fatte da giovanissimi che però spesso non riescono ad avere commesse in zona. Questo vuol dire un ritorno economico triplo perché un’azienda che guadagna, significa anche che paga le tasse qui.

D. Un ruolo particolare nella stesura di questa legge lo ha avuto il capogruppo regionale del Pd Antonio Decaro mi sembra.

R. Antonio ha seguito questo progetto. Ha studiato tantissimo perché non era una sua materia. E’ diventato un ottimo esperto in questo settore e non posso che ringraziarlo non solo per la grande forza di volontà che ci ha messo per portare questa legge in Consiglio regionale, ma anche per il lavoro di mediazione che abbiamo fatto con gli operatori. Un piccolo dato, oltre alle varie aziende costituite anche da due, tre persone abbiamo sentito anche aziende come Exprivia che ha diverse migliaia di dipendenti solamente in Puglia e dà lavoro  anche fuori dalla regione. Quindi un lavoro difficile,  complicato e il ruolo di Decaro è stato molto importante.

 

 

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