Carbone e i fuochi dell'Urbanistica

di Antonella Ardito lunedì, 2 luglio 2012 ore 11:24

Punta Perotti, Palagiustizia e il dopo Emiliano nell'intervista al consigliere comunale Roberto Carbone. Dopo Ninni Mariani , Marco Emiliano e Francesco Meleleo oggi confronto con l'esponente del Partito democratico

Roberto Carbone

Bari - Commissione delicata, dove si discute del futuro vero della città, dove si intrecciano necessariamente interesse pubblico e privato. E’ la commissione Urbanistica del Comune di Bari, presieduta da Roberto Carbone, consigliere in quota Partito democratico, capogruppo a volte voce critica del Pd durante la prima consigliatura di Michele Emiliano, ex Margherita ed avvocato.

DOMANDA Qual è l’ultimo provvedimento discusso in commissione Urbanistica che ha scaldato gli animi?
RISPOSTA In seguito alla legge regionale che ha spostato buona parte delle competenze legate all’Urbanistica verso la giunta c’è stato un dibattito tra commissione e Ripartizione urbanistica su quelli che sono i limiti di competenza del consiglio e quelli della giunta su questa materia. La questione non è risolta in maniera definitiva anche per l’oscurità della legge regionale. Io credo che la legge vada interpretata in maniera restrittiva: è  una norma eccezionale perché va in controtendenza rispetto al testo unico sugli enti locali che affidava per intero le competenze dell’Urbanistica al Consiglio comunale. Tutti quei provvedimenti che contengono varianti al piano regolatore e al PUTT devono essere discusse in consiglio, indipendentemente dall’interpretazione rispetto alla celerità dei tempi.
L’attività della commissione è dedicata al controllo delle attività e delle scelte strategiche per la città.

D. Una scelta strategica dell’amministrazione Emiliano pare esser stata la scelta di costruire un nuovo quartiere da più di diecimila abitanti nei pressi del tondo di Carbonara. Tanti interessi in gioco, ma come si conciliano gli interessi pubblici e privati quando si parla di urbanistica, del mattone, del costruire?

R. La politica è tutto uno scontro di interessi ma deve superare l’interesse categoriale e fare sintesi. Prima la politica aveva risorse da distribuire, ora non è più così: la politica deve scegliere dove destinare le risorse dove ci sono i bisogni più forti delle popolazioni. E’ normale che si accenda lo scontro politico ma non è necessariamente in contrasto l’interesse pubblico con quello privato: il pubblico deve coordinare e rendere compatibili i vari interessi che sono in campo, quello delle imprese a fare utili, dei lavoratori, dell’ambiente. Come centrosinistra avevamo e abbiamo il compito di non limitare  gli interessi economici di questa città alla sola economia del mattone: è trainante, è importante, ma non può essere l’unico ambito economico di Bari. Abbiamo i progetti legati alle Smart cities, importanti sviluppi rispetto agli snodi infrastrutturali di Bari, dal porto all’aeroporto alla ferrovia. Tutto questo va sviluppato in maniera armonica.

D. Ma sul tondo di Carbonara lei è d’accordo sul provvedimento?
R. Ci sono due questioni sul tema, una interna e l’altra esterna. La prima ha implicato una variante procedurale, la seconda invece sul progetto di Boighas, approvato dalla giunta. Ho avuto qualche problema di carattere amministrativo procedurale, perché secondo me doveva passare dal Consiglio comunale e su questo punto ho avuto più di un contrasto della Ripartizione. Ma non ho avuto dubbi che nel merito questo fosse un buon progetto, capace di arricchire la città.

D. Lei è anche un avvocato, necessario capire la sua posizione sul Palagiustizia, che Pizzarotti ha in mente di costruire proprio accanto al tondo di Carbonara. Perché le case sì e la cittadella della giustizia no?
R. Non ci saranno solo case al tondo, ma anche servizi per il terziario. Io sono contrario all’ipotesi Pizzarotti perché non mi sembra urbanisticamente corretto che quella zona nei pressi dello stadio San Nicola, destinataria di progetti di sviluppo importanti della giunta barese fatta nel luglio del 2010 venga arricchita ulteriormente di un palazzo di giustizia che andrebbe invece a depauperare il quartiere Libertà, che è il quartiere peggio messo di Bari. Nelle dichiarazioni programmatiche del sindaco Emiliano era stato detto che il più importante impegno della seconda consigliatura doveva essere il quartiere Libertà. Io resto fermo a quelle dichiarazioni programmatiche che ho condiviso.

D. Ma delle quali non vede ancora nessun risultato...
R. Io credo che con il nuovo piano urbanistico generale ci sia la strada per consentire nel tempo uno sviluppo serio ed equilibrato della città. Bisogna avere una visione d’insieme: non si possono concentrare gli interessi in un punto. La Cittadella della Giustizia dovrebbe essere in parte costruita su suoli agricoli: fatto salva la sentenza del Consiglio di Stato che non condivido ma va rispettata, ora la palla è nelle mani della Regione che deve dare il via libera alla variante ma parliamo sempre di un palazzo di giustizia privato. Da lì prima o poi ce ne dovremo andare, non è una soluzione stabile e durevole. Sarebbe più logico studiare una variante per il suolo dove adesso insiste il palazzo di giustizia, abbattendo quello che c’è e lasciare quindi le funzioni della Giustizia al Libertà.

D. Che fine faranno i suoli di Punta Perotti?
R. La Corte di Giustizia Europea è stata chiarissima: il Comune non deve dare niente, deve pagare lo Stato, un risarcimento non per l’abbattimento, condiviso dalla Corte europea, ma per effetto della confisca, perché secondo la Corte non si può accumulare una doppia sanzione. Ha intravisto un fine depredatorio da parte della norma statale. La destra è stata capace di far cadere nell’equivoco la città, un elemento falso: non è l’abbattimento che ha determinato la sanzione, ma la norma statale. L’abbattimento era un obbligo per il Comune di Bari. Ora le sentenze si applicano: non ho fatto parte del team che ha tentato un approccio con i Matarrese ma possibilità di una soluzione concordata ce ne sono.

D. Cosa contesta all’assessore comunale all’Urbanistica Elio Sannicandro?
R. Nulla che riguardi l’impostazione politica generale, se non il fatto di puntare con più decisione verso il varo del Piano urbanistico generale. Ma so bene che tra il dire e il fare c’è di mezzo la ripartizione. Io lo incoraggerei ad essere maggiormente dalla parte dei consiglieri e un po’ meno dalla parte della ripartizione, non perché questa sia “brutta, sporca e cattiva” ma perché ha degli ambiti di orientamento sul lavoro che non sempre coincidono con quelli politici che hanno bisogno di orizzonti più larghi. Nell’ultimo periodo ho avuto diversi scontri con la ripartizione urbanistica, ma le controragioni non mi hanno convinto. Al suo interno ci sono tecnici di grandissimo valore ma io ritengo che non arrivi ad avere una visione complessiva come potrebbe essere quella politica.

D. Quando avremo il nuovo Pug, il piano urbanistico generale?
R. Spero entro la fine del mandato di Michele Emiliano.

D. E chi ci sarà dopo di lui?
R. Dobbiamo scegliere il candidato attraverso le primarie. Ora è prematuro parlare di nomi: quelli che circolano mescolano ambizioni personali e dubbi. Il candidato vero deve essere espressione di capacità politica e della società civile. Dovremo scegliere qualcuno che deve raccogliere un’eredità notevole di impegni da portare a termine. Bisogna coinvolgere Bari in questa scelta. Il centrodestra ora non è in grado di esprimere una proposta politica che possa battere il centrosinistra.

D. Ma ad Emiliano, presidente del suo partito e sindaco di Bari, non ha nulla da dire?
R. Diverse cose, ma l’ho sempre fatto, in tutte le sedi. Vogliamo che amministri la città e conduca fino in fondo il mandato che i cittadini e tutti noi gli abbiamo conferito.
 

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   
  1. Piscitelli Gabriele 3 luglio 2012, ore 17:56

    Si chiede anche in seno alla normativa 241/1990. Come mai non sono stati Pubblicati i video delle sedute dei Consiglio Comunali del Bari, 04 giugno 2012 e del Bari, 07 giugno 2012. visto che il prossimo Consiglio Comunale e stato indetto per il Bari 05 luglio 2012. E delle due precedenti Sedute di Consiglio non ancora Pubblicati!!!

  2. Piscitelli Gabriele 3 luglio 2012, ore 08:41

    Si chiede una eventuale intervista al sig. Vito Leccese delegato dal sindaco con mansioni di direttore generale, in merito al nuovo ORGANIGRAMMA se entrato in vigore dal 01 luglio 2012. e se avranno la volontà di verificare la delibera di giunta nr. 28 del 28 gennaio 2010, in quanto risulta in violazione al D.P.R. nr. 445/2000 e alla normativa 241/1990 e smi.

  3. Piscitelli Gabriele 2 luglio 2012, ore 12:40

    Che dovrebbe rispettare le norme senza effettuare azioni amministrativi è, antisindacali. Si domanda se il Consiglio Comunale Verifica le Delibere di Giunta e le Determine Dirigenziali- E il perchè, non e istituita la segreteria di Giunta dove poter presentare eventuale ricorso per la verifica degli atti.

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