De Santis (Pd) "Ora basta con la rottamazione"

di Beppe Stallone giovedì, 18 ottobre 2012 ore 21:41

Dopo il passo indietro di D'alema, intervista al responsabile organizzativo regionale del Pd, il trentenne Domenico De Santis 

Bari - Dopo Veltroni anche D’Alema fa un passo indietro. L’annuncio avviene nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” . E cos’ a tre giorni dall’annuncio di Veltroni, arriva quello dell’ex premier. Per molti una doccia fredda per altri dello stesso Pd, un passo necessario. D’Alema quindi non chiederà la deroga alla direzione nazionale del partito per ricandidarsi, se vince Bersani. Ma quali sono i riflessi di questa decisione nel Pd pugliese? Lo abbiamo chiesto al responsabile organizzativo del partito in Puglia, Domenico De Santis.
Cosa significa per il PD il passo indietro di D’Alema? Una perdita o una liberazione?
Penso che D’Alema sia stato spinto ancora una volta dall’interesse generale e non da quello personale, penso insomma che abbia fatto un gesto di grande generosità. In realtà non è un passo indietro, ma due in avanti per il PD. Prima di tutto dimostra che si può fare politica anche senza sedere in Parlamento, che magari la si può fare più liberamente. Dopodiché toglie l’ottanta per cento dei contenuti della propaganda elettorale di Renzi. Ora finalmente potremo conoscere le proposte di Renzi per l’Italia. Il campo è stato sgombrato, ora spero che i toni si possano abbassare e si possa parlare di cosa si intende fare quando si vinceranno le elezioni.
Secondo lei da chi o da cosa è stato spinto D’Alema a non ricandidarsi?
Guardi, mi sono iscritto al Pds quando D'Alema era il segretario, ho organizzato la prima manifestazione degli studenti contro il governo guidato da lui, l’argomento su l’equiparazione degli istituti scolastici paritari a quelli pubblici . Nonostante non condividessi alcune sue scelte piansi quando nel 2000 cadde il suo governo. Poi la lunga opposizione fino alla mezza vittoria del 2006. Di mezzo c’è stata la primavera pugliese con la vittoria di Emiliano e Vendola. Poi la storia recente del PD. Di  lui ho apprezzato il senso dello Stato, la passione per la politica, l'amicizia vera per i compagni di partito. Ma soprattutto in lui riconosco l'uomo che per la prima volta, dopo il primo esecutivo di età repubblicana, ha portato la sinistra italiana al governo. Lui ci sta dando lezione di stile politico, nonostante molte personalità della società civile e moltissimi amministratori gli abbiano chiesto di continuare. Lui si è fatto numerosi nemici in questi anni, ma il vero statista e' quello capace anche di fare scelte impopolari, ma sagge per il Paese e gli interessi generali.
Rottamazione secondo lei è sinonimo di rinnovamento?
D’Alema lascia il Parlamento, ma soprattutto lascia a noi il peso del testimone. Spero che la nuova generazione sia all'altezza della sfida. Renzi parla di rottamazione, per me è una parola sgradevole, perché in sé ha una certa percentuale di odio. Io credo che il rinnovamento sia una cosa molto diversa. Sia unire al ricambio la qualità dei dirigenti e degli eletti, e mi lasci dire visto che sono trentenne: il rinnovamento non lo si fa con la carta d’identità. Renzi farebbe bene a guardarsi attorno, non si è accorto che per esempio nella segreteria nazionale del PD la metà sono suoi coetanei, ma hanno alle spalle esperienze lavorative di altissimo livello.
Faccio un altro esempio. Nella segreteria regionale del PD pugliese ci sono professionisti di fama internazionale, ci sono sette giovani trentenni, i sei segretari hanno una età media di 36 anni. Ma tutte queste persone non sono state scelte per la loro carta d’identità ma perché Blasi ha investito su persone competenti puntando sul merito e la rappresentanza. Se guardo nelle istituzioni abbiamo giovani parlamentari con una ottima esperienza politica e professionale alle spalle, in regione abbiamo il capogruppo e assessori giovani che sanno soprattutto amministrare bene la cosa pubblica.
Come evitare che in Parlamento ci vadano persone che non hanno più nulla da proporre e aspirano solo al tornaconto personale?
Allora intendiamoci, Scilipoti eletto con l’IDV è al primo mandato, secondo lei è un esempio di politico da emulare? Io non penso che sia così. Guardo anche a chi sta con Renzi nel mio territorio e spulciando i giornali scopro che Giusy Servodio è una sua sostenitrice. Giusy è una persona straordinaria e ha dato molto alla politica durante i suoi tre mandati parlamentari, ma vedo una incoerenza nel chiedere il rinnovamento degli altri e non quella in casa propria.
Però mi permetta, ora spero la discussione su questa parola orribile che è la rottamazione sia finita. Spero ora si parli solo delle proposte alternative che i candidati hanno per il governo del paese. Ecco, anche per questo ammiro la scelta di D’Alema, ci consentirà di parlare all’Italia e non al nostro ombelico.

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