Antonio Stornaiolo: "Io Papā di Mister Volare"

di Antonella Ardito giovedė, 21 febbraio 2013 ore 07:15

Per la fiction su Domenico Modugno con Giuseppe Fiorello ben 11 milioni di spettatori. Ad interpretare il papà del cantautore pugliese il nostro Tata

Beppe Fiorello nel ruolo di Domenico Modugno

 

Bari - Una fiction da 11 milioni di spettatori, un omaggio al genio di Domenico Modugno con protagonista un sempre più bravo Giuseppe Fiorello: c’è un pezzo di Puglia che porta a casa un altro successo televisivo, dopo le due puntate di Volare - la grande storia di Domenico Modugno, andate in onda in prima serata su Raiuno lunedì e martedì scorso. Polignano e San Pietro Vernotico, il mare intenso di Cala Monachile e le masserie che profumano di sale sono tra i protagonisti della fiction firmata da Riccardo Milani. E tra gli interpreti conosciuti dal pubblico barese e pugliese, insieme a Tiziana Schiavarelli e Brando Rossi, c’è anche Antonio Stornaiolo. Lo showman interpreta un ruolo importante, Vito Cosimo Modugno, padre di Domenico, capo delle guardie municipali di San Pietro Vernotico.

Un ruolo di rilievo per Antonio Stornaiolo, che da papà di Domenico Modugno-Fiorello non ha mancato di bacchettarlo per quelle notizie che giungevano in Puglia, quando i giornali dicevano che Modugno era siciliano. Oggi non sarebbe così, tutti gli artisti nati nella nostra terra sono orgogliosi d'esserlo.

Ne ho parlato anche con Arbore, che mi ha raccontato anche della meravigliosa Franca Gandolfi: Modugno cantava nel suo dialetto parasalentino, che assomiglia tanto al siciliano e così tutti lo hanno assimilato ad un siciliano. Dobbiamo considerare il contesto e in un momento come quello, del dopoguerra, quando si iniziava a ragionare del recupero delle tradizioni e poi dobbiamo metterci nei panni di Modugno, senza una lira in tasca, che pensava giustamente a trovare la sua strada.

Come è stato lavorare per questa miniserie che ha avuto questo grande successo?

Un lavoro importante, ed importante è stato per me lavorare non solo con Beppe Fiorello ma sotto la direzione di Riccardo Milani, un regista con una grande delicatezza. Sto ricevendo centinaia di messaggi per l’emozione che ha saputo suscitare la fiction, e anche per chiedermi dove sono questi posti che hanno visto, per dirmi quanto è bella la Puglia. Questa fiction ci ha emozionato perché ha messo in luce gli italiani che eravamo, persone buone che si davano da fare, fiduciose nel futuro e consapevoli di potercela fare, non come oggi.

Quale delle due scene nel ruolo del papà di Domenico Modugno l’ha emozionata di più, quella sul balcone a Polignano o ben più anziano, con Beppe Fiorello nel Caffè degli Artisti?

Lavorare con Fiorello, grande protagonista e professionista è stato bello. Ma da padre e da figlio che ha perso il papà troppo presto, tendo indubbiamente a dire che la scena sul balcone, quando Modugno padre insegna al piccolo Mimì a strimpellare la chitarra, è di una dolcezza e intensità unica. Io penso che ognuno di noi avrebbe voluto essere quel padre e quel figlio, sono gesti semplici: star seduto sulle ginocchia di un genitore, imparare le cose vicendevolmente, che si sono persi. Il difficile di quelle scene è stato il trucco: due ore e mezza per preparalo e altre due ore e mezza per toglierlo. Però il reparto trucco è stato superlativo e soprattutto mi ha fatto vedere come sarò da vecchio.

In questi giorni Antonio Stornaiolo è su RaiUno anche con un'altra fiction, molto diversa, dove però interpreta il ruolo di un cattivissimo. Come si vive questa diversità?

E’ solo un caso che la miniserie su Modugno e Tutta la musica del cuore, girata a Monopoli tre anni fa siano state programmate in maniera così ravvicinata, buon per me alla fine (scherza ndr). Io sono un attore normalissimo e sapere di essere apprezzato dal pubblico è importante: sono consapevole di essere più bravo come presentatore. Sto continuando a fare il cattivo, con Sky per una serie che si chiama Il Pasticcere e poi in Basilicata con il regista Antonio Andrisani su un film che si chiama La Scossa. Io spero di tornare a lavorare con Milani, ma sempre con umilità: io alla fine sono un timido, anche se con questo lavoro non bisognerebbe essere così.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

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