Comunali 2014, Di Paola: "Farò della bellezza di Bari un fattore di sviluppo"

di Claudia Morelli martedì, 26 novembre 2013 ore 09:37

L'intervista del candidato sindaco di Impegno civile 

Domenico Di Paola

 Ingegner Di Paola, “Impegno Civile” è una lista civica. La diffusione delle liste civiche è il sintomo di una perdita di fiducia nelle tradizionali “destra” e “sinistra”?

Per quanto ci riguarda assolutamente no. Io non intendo fare anti-politica: la nostra è solo un'alternativa, della quale io penso che la città, così come la politica stessa, abbia bisogno.

La sua lista è “corteggiata” sia dalla destra che dalla sinistra. Qual è la sua posizione in merito?

Premesso che i corteggiamenti fanno di certo più piacere delle offese che qualcuno ha indirizzato verso di me e verso la mia lista, che nasce per unire e non certo per dividere la comunità; io voglio dire con estrema chiarezza, quasi con rabbia, che “Impegno Civile” non è nata per mettersi in vetrina e per offrirsi al miglior offerente, quale che sia. “Impegno Civile” nasce con una connotazione di assoluta indipendenza e lo scopo è di recuperare anche quel pezzo di credibilità che la politica purtroppo ha perso. Ciò non significa che escludiamo di unirci ad altre forze connotate politicamente.

Per ora nessun progetto di coalizione?

Ci sono stati diversi colloqui e  incontri. Non è strano che io parli anche con i leader di altri partiti e con tutti coloro i quali vogliano confrontarsi con me. Diverso è l'accordo su un programma, su un metodo e su una coalizione: questo io non l'ho assolutamente ancora fatto, anche perché oggi c'è un dibattito  molto acceso,  all'interno delle coalizioni e dei singoli partiti, al quale io francamente non intendo partecipare. Ripeto, “Impegno Civile” nasce per perseguire degli obiettivi finalizzati al bene comune e non come elemento di disgregazione.

Quali sono questi obiettivi?

Noi abbiamo idee molto precise sulla città e sui singoli interventi per migliorarla. Partiamo da un obiettivo centrale: la classifica del Sole24Ore sulla qualità della vita colloca Bari al 100° posto su 107 città. Per quanto le classifiche siano opinabili, la posizione di Bari emerge da un insieme di parametri ai quali noi vogliamo porre attenzione. Vogliamo scalare questa classifica e i risultati saranno chiari e misurabili. L'obiettivo principale dunque è quello di migliorare la qualità della vita. Premesso ciò, al centro della nostra agenda politica c'è lo sviluppo. Uno sviluppo economico che si fondi sulla bellezza, non solo intesa come bellezza naturale. L'attrattività si costruisce anche attraverso una serie di misure, la semplificazione delle norme, del rilascio delle autorizzazioni e gli interventi sul piano degli investimenti industriali.

Ci tengo inoltre a dire che l'economia deve essere promossa da imprenditori e commercianti, non da speculatori. Io intendo costruire un ponte solido tra la Bari “che produce” e la Bari che “ha bisogno”. Fare economia senza porre attenzione ai problemi e alle emergenze sociali non ha prospettive. Dobbiamo puntare sugli investimenti in aree industriali e sul turismo. Dobbiamo riempire le nostre strade di “forestieri”. Intendo perseguire questo obiettivo con una forte coesione tra la funzione pubblica e quella privata, cioè con imprenditori, professionisti e formatori che concorrano alla creazione di un sistema competitivo. Però bisogna partire da una base etica. Io non prometto posti di lavoro, ma un duro impegno per cercare di raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti. E per farlo voglio promuovere una serie di scelte basate sulla meritocrazia e sull'uguaglianza. Voglio dare un segnale preciso alla città: non è vero che per lavorare occorono raccomandazioni; non è vero che ogni appalto nasconde un accordo. E voglio collaborare anche con chi sarà stato mio avversario durante la campagna elettorale: dal giorno dopo si lavora tutti insieme.

Essendo stato amministratore unico di Aeroporti di Puglia Spa, Lei ha un approccio prettamente imprenditoriale. Crede che sia possibile in un solo mandato risollevare l'economia barese?

Oltre a essere stato per dodici anni amministratore di Aeroporti di Puglia, nel '75 ho fondato una delle più importanti aziende di informatica in Italia, che ancora vive con i suoi 400 dipendenti. Tutta la mia vita è stata spesa per l'impresa e non per la politica. Mi rendo conto che amministrare una città è diverso e questo rappresenta per me una sfida, un progetto del tutto nuovo che credo di poter affrontare mettendo a frutto tutta la mia esperienza. Per rendere Bari una città internazionale devo interpretare la realtà con i parametri della modernità. Io ci metto tutto il mio impegno. Ritengo che alcune cose possano essere fatte in breve tempo, come attrarre la gente nella nostra città. La ripresa generale dell'economia e la ripresa del settore delle costruzioni, che richiede  l'applicazione del piano regolatore generale, richiede invece un po' di tempo in più. Quello che posso assicurare è che io impiegherò le mie energie perché ciò avvenga nel più breve tempo possibile.

Cosa pensa di questi anni di amministrazione di Emiliano?

Ho deciso che nella mia campagna elettorale non parlerò degli altri. Desidero farmi conoscere dagli elettori e soprattutto dire quello che voglio fare. In ogni caso, il giudizio che conta sull'amministrazione di una città è quello dei cittadini.

Se andiamo oltre la situazione comunale, chi vedrebbe invece alla guida della Regione e come vede la Puglia nelle prossime elezioni?

Anche qui mi astengo dal dare giudizi perchè la realtà é molto complessa; durante il mio percorso ho conosciuto sia i lati positivi che quelli negativi. Anche se parlare di elezioni regionali è prematuro, “Impegno Civile” è un'associazione nata quattro anni fa e cercherà di dare il suo contributo a livello regionale, così come negli altri Comuni del territorio quando sarà il momento. Però vorrei lanciare un messaggio per le sorti della nostra Regione; un messaggio simile a quello che ho ricevuto io qualche giorno fa da un pescatore, che si alza al mattino presto per andare al porto a vendere i suoi prodotti. Quando io gli ho chiesto: “Francesco, ma tu che pensi di Bari?”, il suo viso si è illuminato: “Bari è una città bellissima”. Questa è una grande speranza. Così io vorrei invertire la tendenza alla drammatizzazione, perchè credo che ci siano forti premesse da non farci sfuggire per far progredire la Puglia a livello internazionale. La Puglia è bellissima, Bari è bellissima e io della bellezza voglio fare un fattore di sviluppo.

Ha dichiarato che nella sua lista ci saranno persone senza conflitti di interesse e senza esperienze politiche. Ci sono già dei nomi?

Ovviamente noi abbiamo una flessibilità e fare politica non è un colpa. Se qualcuno ha fatto politica di qualità e prevalentemente non ad “alti livelli”, ma nelle circoscrizioni e nel sociale, di certo non lo escluderemmo. In più vogliamo una grande presenza di donne nella lista. La parità di genere la vivo veramente come un valore fondante, in base al quale ho fatto molte scelte anche in epoca non sospetta. Così come non si può ignorare il tema dell'integrazione. Valutiamo le persone che devono entrare in lista in base a questi valori e al loro impegno. Stiamo raccogliendo numerose adesioni e sono orgoglioso dello spirito con cui tutti stanno partecipando. Ora stiamo valutando insieme la composizione della lista e quando avremo terminato presenteremo i nomi.

 

 

 

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