Bari Partecipa: qualcosa si muove a sinistra

di Fortunata Dell'orzo martedì, 12 luglio 2011 ore 08:15
Un gruppo di riflessione e discussione politica nato dall'interno di Pd e SEL, che si apre a tutta la galassia della sinistra

Il manifesto di Bari Partecipa

Maria Maugeri, Magda Terrevoli, Luca Scandale, Antonio Decaro, Sergio Blasi, Danny Sivo e altri. Si sono ritrovati attorno a un progetto comune, di discussione e partecipazione politica e, giurano, non hanno solo in mente di trovare chi dovrà sostituire Michele Emiliano e Nichi Vendola in Comune e in regione, anche se, ovviamente, una volta stabilito che fabbriche e laboratori personali dei leader hanno fatto il loro tempo e di fatto non hanno prodotto se non qualche salto di carriera ad alcuni attivisti, il problema esiste e andrà comunque affrontato.

Il "lancio" ufficiale di Bari Partecipa è previsto il 13 luglio al Fortino. Dalle 18 alle 21 l'evento, lanciato da Facebook e che attualmente prevede circa un centinaio di ospiti confermati, è aperto alla città tutta e a tutte le forze politiche baresi. Noi di Go-Bari.it saremo presenti per un live blogging che in diretta aggiornerà sui lavori i nostri utenti. E saremo insieme a Bari Radio città futura (101 mghz in FM) trasmetterà la diretta in streaming.

Intanto, abbiamo sentito Danny Sivo, uno dei fondatori di SEL, fra gli animatori e progettisti dell'evento.

1. Amministrative e referendum hanno come suonato la carica. Che tipo di alternativa è possibile in questo paese?
Referendum ed amministrative segnalano elementi di disgelo tra gli italiani dopo la lunghissima transizione berlusconiana che pare non avere mai fine. Il popolo di sinistra conta i giorni e si interroga sul che fare e come contribuire attivamente al porre fine al peggiore ventennio della storia repubblicana dalla fine del fascismo per quanto attiene alla qualità della democrazia.

2. Da un leaderismo all'altro. Dove trovare scampo ai personalismi della politica?
Il leaderismo ha nella delega salvifica al potente uno degli elementi di forza che si accompagna sempre con la passivizzazione dei cittadini ridotti a sudditi. Le armi della propaganda ieri come oggi accompagnano ogni momento populista dai cinegiornali al "web pushing" moderno passando per "colpo grosso" il rischio è sempre presente in Italia. Nessuna forza di sinistra o popolare può avallare tali modelli anzi li deve contrastare con forza. Non si batte Berlusconi se non si esce anche dal Berlusconismo; noi temiamo che questo rischio ci sia e che quì si sperimentino modelli non dissimili.


3. Il partito, la forma partito: sembra che la colpa sia tutta dei partiti. Ma le alternative praticabili qualipotrebbero essere?
I partiti sono in crisi, certo, come la democrazia rappresentativa mortificata dalla legge elettorale "porcata". La soluzione alla crisi della democrazia non può essere però l'antipolitica o la retorica antidemocratica. Il rischio è appunto quello di buttare via il bambino con l'acqua sporca. Chi oggi è leader di partito e critica duramente i partiti è un ipocrita che cavalca la tigre dell'antipolitica per risultati effimeri. I risultati del minare i corpi intermedi (sindacati, associazionismo, partiti) saranno nel medio - lungo termine una regressione della qualità della democrazia. I partiti vanno migliorati, cambiati e resi adeguati alle sfide moderene e non certo sostituiti da staff e veline. Altrimenti si passerà da un Berlusconi all'altro. E' difficile ma è l'unica strada

4. A sinistra, in area Minervini per capirci, ci sono altri movimentiin atto. E' un buon segno, o siamo di fronte all'ennesima parcellizzazione della sinistra?
Qualunque movimento oggi si ponga nell'ottica di invertire una tendenza alla passivizzazione ed alla delega al leader carismatico è benvenuto. Utile, pertanto, che anche tra gli abitanti del "palazzo" ci siano segni di attenzione al disagio che comincia ad avvertirsi da queste parti rispetto alla non brillante risposta data alle attese di partecipazione e cambiamento poste nella primavera pugliese

5. Basta con le fabbriche e i lab di ogni specie. Ma il problema è sempre quello di riportare i cittadini alla politica. Bari partecipa come?
 Le fabbriche così come i laboratori con nome del leader sono la risposta sbagliata ad una esigenza giusta. L'esigenza rimane quella di cambiare la politica rendendola una cosa bella e pulita. In quei modelli tutti pugliesi la risposta data è inevitabilmente destinata al fallimento ed alla frustrazione. Non c'è movimento politico o civico che in ultima analisi prima o poi non si inerroghi sulla politica, sulle cose da fare insomma. Scoprire, pertanto, di non contare nulla perchè la politica "si fa altrove" per definizione significa esplicitare la separatezza dal potere. Il bluff, temo, sia stato scoperto dai fabbricanti che oggi reclamano un ruolo, una organizzazione e delle regole di governo della loro organizzazione politica (e cosa è allora se non un partito) come si evince dal dibattito scatenato dal libro di Onofrio Romano. Noi non siamo ipocriti e diciamo proviamo a ripartire dai contenuti tirando per la giacca due protagonisti della vita politica locale. Ricorderemo loro che a sinistra il noi viene prima dell'io. Ma soprattutto dicendo forte e chiaro che loro (i leader) sono li perchè li abbiamo mandati noi e non il contrario. Il nostro futuro e quello della sinistra barese e pugliese è anche e soprattutto nelle nostre mani, quelle di tutti noi. 
 

Attibuzione - Non commerciale

   

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