Idv.Fronda al commissario? "Non ci sono buoni e cattivi, è mancata la politica"

di Antonio Bucci mercoledì, 31 agosto 2011 ore 21:49
Di Stanislao smentisce le voci di maretta nel gruppo in via Capruzzi. E a Vendola manda a dire: “Meno poesia e più concretezza”.

Augusto Di Stanislao e Antonio Di Pietro. Foto:piazzarossetti.it

Bari – Augusto Di Stanislao smentisce tutto, dalle voci di maretta in Via Capruzzi alle bacchettate a Vendola, ridotte a più mite consiglio. Sarà stato solo un rumor sotto il solleone o frutto di più probabile paziente ricucitura agostana ma la tensione che aveva accompagnato l’estate dell’ Idv pugliese sembra non esserci più, sostituita da “calma piatta all’orizzonte”. Eppure il partito di Tonino di Montenero nel Tacco dello Stivale non trovava pace, dall’accusa all’ex segretario regionale De Feudis, reo di essere troppo morbido verso il presidente Nichi Vendola allo scontro tra il capogruppo in Regione Orazio Schiavone e il deputato Pierfelice Zazzera, fino alla defenestrazione dello stesso. Né avevano aiutato le delicate questioni giudiziarie che avevano coinvolto tanto Aurelio Gianfreda quanto lo stesso Zazzera. Poi l’arrivo del commissario venuto dall’Abruzzo e i malumori non troppo velati sul suo modus nella gestione del partito. Eppur sibillino dice: “Chi ne esce difficilmente troverà altrettanta disponibilità e opportunità per fare politica e non per fare carriera”.

 

I rumors si susseguono frementi: è davvero maretta nel gruppo consiliare di Via Capruzzi?
- Vedo tanta calma piatta all’orizzonte, spero di scorgere buona politica quella con la P maiuscola, nobile e al servizio dei pugliesi.

 

Frasi come “Parlo solo io”, dopo il “Non sono venuto a pettinare le bambole” d’esordio, hanno fatto temere l’ombra lunga dell’ “uomo solo al comando”, che cosa voleva dire?

- Intendevo dire chiaramente che in una babele incomprensibile per i dirigenti, gli iscritti e i cittadini, finalmente, ora , inizia a parlare il partito con una sola voce ed un solo volto contro le tante voci e i tanti volti che si sono affastellati sovrapponendosi l’uno all’altro e che tanto male hanno fatto alla nostra organizzazione 

 

È col pugno duro che si esce dall’empasse dell’Idv pugliese dopo De Feudis?

- Io sono stato mandato da Di Pietro con l’incarico preciso di rilanciare l’IdV in Puglia rimettendo al centro degli interessi il partito e la buona politica, le regole e l’organizzazione. C’è un grande partito con grandi potenzialità, il mio compito è quello di far emergere il lato positivo di questo partito nel quale ho piena fiducia di ripresa dal momento che abbiamo un potenziale umano e di competenze straordinario che metterò in condizione di esprimersi dentro regole certe e ad una adeguata organizzazione.

 

Non solo voci ma nomi. È vero che tanto il capogruppo Orazio Schiavone, quanto Aurelio Gianfreda e Patrizio Mazza sarebbero pronti a passare nel gruppo misto?

- Io mi occupo di politica seriamente, le chiacchiere morte le lascio al chi le fa. Io mi nutro di concretezza ed ho a cuore il partito e non gli “ismi” che devono fare più di un passo indietro ( dentro la politica fuori gli “ismi”). Oggi la sfida alta la impone la politica vera che entra con forza nell’IdV pugliese che toglie acqua nella quale ha galleggiato chi ha ragionato maldestramente per bande  frazionando e dilaniando il partito. Qui non ci sono buoni e/o cattivi, è semplicemente mancata la politica!

 

Che cosa accadrebbe, quindi, alla vigilia di appuntamenti importanti quali ad esempio la legge elettorale?

- l’IdV è un partito sano e serio con grande potenzialità. Un partito che fa ponti d’oro a quanti vogliono lavorare per spirito di servizio ben sapendo che chi ne esce difficilmente troverà altrettanta disponibilità e opportunità per fare politica e non per fare carriera.

 

 “Io lascio Roma e vengo qui a fare sul serio” aveva detto il 22 luglio scorso, ma si dice esser pronto a tornarci alle prossime politiche come candidato pugliese, voce che non avrebbe aiutato la distensione dei rapporti. È solo fantapolitica?

- Con i “se”, i “ma”, i “si dice” e le volgarità e le menzogne non si costruisce nulla. Io sono un soldato di Di Pietro, totalmente votato alla causa di IdV, ma non mi piacciono i servi sciocchi,i ciarlatani e i millantatori … Il mio mandato è preciso, lavoro per il bene del partito ed ho in mente una politica che include nel rispetto delle regole, delle gerarchie e dell’organizzazione. Le dicerie le lascio ad altri dal momento che io lavoro 24 ore su 24 per questa causa.

 

Sul San Raffaele ha frenato : “Prima ci vuole una legge quadro sulla sanità” per dire cosa si vuol fare nel settore nei prossimi dieci anni. Un sì con riserva, quindi?

- Io ho le idee molto chiare sulla sanità ed il partito nelle sue declinazioni è con me.  Non ho frenato e non voglio nemmeno essere frainteso. Ho aperto una riflessione finalmente vera negli organismi di partito affermando che intendo parlare di salute e non di sanità. Con il Cons. Regionale Mazza stiamo mettendo a punto un programma di iniziative sul territorio regionale per spiegare al mondo della sanità e ai cittadini la nostra idea politica della salute in Puglia.


  
Nel frattempo non risparmia bacchettate nemmeno al presidente Vendola, al quale chiede un rilancio della politica regionale e, alla ripresa dei lavori, vorrebbe proporre un patto di coalizione su quattro punti quali lavoro, welfare, sanità ed economia. Che cosa imputa? E di che si tratta?

- Io non bacchetto nessuno, richiamo agli impegni programmatici il Presidente Vendola che mi sembra troppo preso da Roma e poco dalla Puglia e quanto prima lo incontrerò.  E’ vero che devo rilanciare l’IdV, ma vogliamo essere senza se e senza ma il valore aggiunto di questa coalizione. A Vendola mi permetto di suggerire ( lungi da me dare lezioni ) che ci vuole più politica, più gioco di squadra e più coalizione e meno comunicazioni istituzionali: meno poesia e più concretezza! Un patto di coalizione su temi fondamentali per il rilancio e la crescita socio-economica della regione è indispensabile: chi ha tempo non aspetti tempo.

Auguri all’IdV e alla Puglia. Per quello che mi riguarda mi spenderò fino all’ultimo per questa meravigliosa Regione attraverso l’azione politica dall’interno dell’IdV.

 

Niente fronda, quindi, senza scavicchiare nel torbido tra nomenclatura e precedenti illustri, ma nemmeno troppe ricette. Qualche piroetta retorica alla “Amici miei” come sul San Raffaele o sulla ricandidatura dalla Puglia; più sibillina come sugli eventuali transfughi o più cauta sui “suggerimenti” a Vendola (Ma non aveva detto “Sarò la sua bestia nera”?).
Come si concretizzerà la “riflessione” aperta sulla Sanità nelle sedi politiche? E nello specifico di che parlerà il Patto di coalizione? E sarà poi vero che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca? Ai posteri l’ardua sentenza

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

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