Mobili dall'azienda di famiglia e nessun titolo per fare il direttore: ancora sospetti sull'Arif

di Gianvito Rutigliano marted́, 21 febbraio 2012 ore 00:02
L'agenzia regionale degli irrigui e forestali era finita nel mirino di media e politica per assunzioni sospette e bandi gonfiati. Ora servono chiarimenti sulle scelte legate ai direttori

La dirigenza dell\'Arif: De Finis, Taurino e Lischio

Bari - Continuano a suscitare scalpore alcune decisioni dell'Arif. Dopo il sospetto bando molto favorevole ad un'azienda leccese per un software per le paghe (con affiancamento ai dipendenti) costato 100mila euro, a fronte di una spesa attuale di 24mila, altre situazioni rischiano di mettere in imbarazzo l'agenzia regionale dei lavoratoratori irrigui e forestali. E se in alcuni casi si può trattare di (pur discutibili) scelte discrezionali, in altri pare trovarsi in pieno conflitto d'interesse.

Il mobilio di famiglia - "L'Arif ha necessità di arredare gli uffici delle sedi" si legge in due determine dello scorso 13 febbraio, firmate per autorizzare il pagamento delle fatture all'azienda fornitrice dei suppellettili. Meno di 40mila euro per il mobilio della sede centrale di Bari (30.380 euro) e quella periferica di Lecce (8.944 euro) sono stati liquidati alla Nesis s.r.l., società con sede legale a Santeramo in Colle. Tutto normale, se non si considera che comproprietario dell'azienda è Ottavio Vito Lischio, direttore tecnico dell'Arif. Amministratore unico e titolare dell'altra metà della Nesis è invece la consorte.

I direttori Arif - Proprio la posizione dei due funzionari Lischio (direzione tecnica) e Francesco De Finis (direzione amministrativa) avevano costretto giorni fa l'Arif ad alcuni chiarimenti, a seguito di alcune "segnalazioni anonime". Lischio e De Finis, nonostante la dicitura con cui controfirmano le delibere dell'agenzia, sarebbero dei "facenti funzione" e non effettivamente dirigenti, non potendo rispettare i titoli imposti dall'atto generale di organizzazione dell'ente. Su tutti: non sono laureati. Dalla sede di via Corigliano si erano affrettati a precisare proprio che la delega delle funzioni di direttori ai due era stata decisa "in via temporanea. Questa scelta è derivata dal fatto che non vi sono figure professionali adatte. Arif ha optato quindi per un contenimento dei costi: il dipendente incaricato a svolgere mansioni superiori percepisce meramente le differenze economiche tra il proprio stipendio e quello spettante al corrispondente profilo di livello superiore, mentre una figura esterna avrebbe significato un costo di € 100.000 all’anno. L'agenzia ha comunque intenzione di attivarsi per l’avvio dell’iter procedurale che prevede l'individuazione di tale procedura attraverso un bando". All'iniziale decisione in tal senso da parte del direttore generale Giuseppe Taurino (agosto 2011) se n'è aggiunta un'altra (per legge l'ultima) proroga di ulteriori sei mesi. Le "differenze retributive" da compensare sono quantificate in circa 13mila euro per funzionario in ogni semestre.

Il contenimento dei costi - Trasparenza e ottimizzazione delle risorse sono sempre state le parole d'ordine di Taurino. Eppure sono diverse le consulenze esterne deliberate per "assenza di figure specifiche" (nonostante l'organo autonomo della Regione conti circa 1.300 dipendenti), oltre all'avviso pubblico da cui la nostra inchiesta era partita. Alcune assunzioni tramite agenzie interinali avevano insospettito parte del consiglio regionale. In particolare il vicepresidente Nino Marmo (Pdl) aveva avanzato l'accusa di un inserimento di figli di dirigenti dell'Arif tramite somministrazione di lavoro, con tanto di piccata reazione di Taurino. A tal proposito il governatore Nichi Vendola a inizio febbraio aveva tirato le orecchie alle agenzie regionali, ricordando con forza l'obbligo dell'inserimento della clausola di salvaguardia nei bandi pubblici, per assumere  personale già utilizzato dalle imprese precedentemente affidatarie dell'appalto, prima di poter ricorrere a lavoratori a progetto.


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  • 85 babi

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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