Arif Puglia, "una piccola Regione nella Regione"

di Gianvito Rutigliano giovedì, 15 marzo 2012 ore 11:24
L'agenzia degli irrigui e dei forestali al vaglio del consiglio regionale. Spuntano critiche sull'enorme numero di dipendenti e sulle competenze confuse

La sede Arif di Bari

Bari - Ancora Arif, l'agenzia della Regione Puglia che raggruppa irrigui e forestali. Doveva essere l'occasione per convincere via Capruzzi della bontà del lavoro finora effettuato, dell'utilità dell'agenzia regionale e della correttezza dei propri conti, ma l'obiettivo non pare essere stato raggiunto a pieno. L'audizione della scorsa settimana da parte del direttore generale Giuseppe Taurino in prima commissione consiliare lascia degli strascichi. Il Pdl parla ancora oggi di "una piccola Regione nella Regione" (per bocca di Palese, Cassano e Iurlaro). Ma se per il centrodestra il giudizio è appesantito da motivi politici anti Governo (e oltretutto Taurino nella scorsa legislatura era consigliere regionale Ds, oltre che candidato nel 2010 per il Pd), nemmeno il centrosinistra pare essere particolarmente soddisfatto. L'ente è ancora oggetto di attenzione, dopo i nostri articoli su alcune procedure apparentemente anomale che hanno portato anche le dimissioni del direttore tecnico facente funzioni.

I costi del personale - Motivo principale delle preoccupazioni della Regione è legato alle spese dell'agenzia. Il patto di stabilità per questo e il prossimo anno prevede una forte riduzione dei costri. Le previsioni per l'Arif prevedono invece continui aumenti, fino a 50 milioni l'anno, secondo il Pdl Massimo Cassano, nonostante i buoni propositi del piano industriale 2012. E la magior parte è legata ai rapporti di lavoro che fanno lievitare le spese. I dipendenti delle cinque sedi Arif sono circa mille. Includendo i cosiddetti ex Sma, lavoratori assunti a tempo determinato e oggetto di continui accordi sindacati-Arif-Regione per una stabilizzazione che aumenterà i costi, si arriva a oltre 1.300. Un'infinità, se si pensa (come ha ricordato il capogruppo Pdl in via Capruzzi Rocco Palese) che i dipendenti della Regione arrivano a mala pena a 4mila. Senza contare che l'assunzione di decine di lavoratori interinali ("per carenza di personale specializzato" secondo il direttore generale, nonostante i 1300 occupati) ha fatto andare su tutte le furie i sindacati confederali, l'opposizione e lo stesso Vendola che ha ricordato di utilizzare le clausole di salvaguardia per gli appalti in scadenza, anziché coprire le posizioni vacanti con forme di somministrazione di lavoro. Altre criticità ammesse da Taurino riguardano 300 contenziosi avviati nei confronti dell’Agenzia e lo scompenso tra il numero di operai e quello dei quadri dirigenti intermedi. Per questi ultimi e per le figure dei direttori amministrativo e tecnico (oggi ricoperte ad interim) si prepara bando pubblico.

Gli ex Sma - Oggi 15 marzo scade l'ennesima prororga del contratto a termine di questi 300 lavoratori: prima assunti nella privata Sma spa con contratto collettivo del settore terziario (non strettamente inerente alle funzioni irrigue o agrarie), poi licenziati a marzo 2011 per la scadenza dell'appalto con la Regione e infine presi in carico dall'Arif senza alcun avviso pubblico a luglio scorso. L'impegno in un protocollo d'intesa dello scorso maggio è di tramutare la loro posizione a indeterminato, così come chiesto in particolare dai Cobas (che sottolineano la condizione precaria per alcuni addirittura dal 1997) e, a sorpresa, dall'Udc con il consigliere Giannicola De Leonardis, secondo cui possono essere utilizzati affiancando magari la Protezione Civile. I centristi, dopo l'audizione di Taurino, sono stati gli unici ad aver espresso piena soddisfazione per il lavoro dell'ente strumentale. Già completata invece la stabilizzazione degli operai a tempo determinato del settore irriguo.

Le funzioni - Al di là della preoccupante flessibilità dei contratti che comunque si scontra con le esigenze di contenimento di costi, rimane il problema mosso in modo trasversale dalle forze politiche. Le funzioni descritte nel Piano industriale di Taurino vanno dal controllo degli incendi boschivi con 700 operatori al giorno nel periodo estivo alla gestione dell'acqua per motivi agricoli. Il Pdl chiede "un provvedimento che chiarisca meglio i compiti e le competenze di questi organismi" e parla di "mission stravolta", ma pure il Pd non è clemente, indicando col consigliere Mario Loizzo il rischio che l'agenzia da braccio operativo della Regione "diventi una pericolosa zavorra", appellandosi ad una più precisa individuazione di obiettivi che risolvano i problemi del territorio. Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo Pd Antonio Decaro, che suggerisce almeno un affiancamento a protezione civile o alle autorità di bacino per gli operai Arif.

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  • 85 babi

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