Puglia prima per aumento lavoratori. Ma cresce anche la disoccupazione

di Gianvito Rutigliano luned́, 3 settembre 2012 ore 17:03

Gli occupati salgono di 55mila unità. Ma è l'incremento tra il primo e il secondo trimestre. I senza lavoro invece sono di più rispetto al 2011

Lavoro, disoccupazione, inattività. I dati del secondo trimestre del 2012 riferiti dall'Istat danno un segnale di speranza alla Puglia, in controtendenza rispetto alle altre regioni d'Italia. Va analizzato, però, tutto ciò che si cela dietro le cifre dell'istituto di statistica.

Gli aspetti positivi - L'aumento degli occupati rispetto allo scorso trimestre (gennaio-marzo) è di 55mila unità in più (da 1 milione e 221mila a 1 e 276mila), collocando la Puglia al primo posto nel Paese in questa speciale graduatoria. Un salto importante, ma non anomalo. Guardando i numeri del 2011 si nota come tra i primi tre mesi di ogni anno e quelli successivi comunque ci sia un notevole incremento della forza lavoro. Negli scorsi dodici mesi il passaggio in avanti toccò quota 49mila: il risultato del 2012 è certamente migliore di quello precedente, ma val la pena riflettere sul fatto che ad inizio 2012 gli occupati erano diminuti di 38mila unità rispetto alla metà del 2011. La crescita a inizio estate, insomma, è fisiologica, pur con numeri più importanti del 2011. Esattamente, il salto in avanti che dovrebbe interessare maggiormente è quello tra medesimo trimestre di anni differenti: +17mila dal 2011 al 2012.


Gli aspetti negativi - La disoccupazione cresce. Il tasso è leggermente inferiore (da 15,6 a 15.2%) rispetto ai primi tre mesi dell'anno, ma notevolmente più alto del 2011 (11,6%). Traducendo le percentuali: ad essere senza lavoro nel trimestre aprile-giugno in Puglia erano 229mila persone. A conti fatti, nel secondo trimestre di ogni anno la Puglia vede aumentare la propria popolazione con lavoratori in più, dato che i disoccupati restano quasi costanti da inizio anno (225mila da gennaio a marzo).

La composizione del lavoro desta pure preoccupazione. Nell'aumento dei già citati 55mila, crescono i dipendenti nel campo dell'agricoltura e dei servizi, così comei lavoratori autonomi. Ma è nell'industria che si registra un crollo dei dipendenti che passano da 233 a 222mila: è il segnale che gli aumenti nei campi forti dell'economia pugliese sono legati all'impegno stagionale, mentre nell'ambito della trasformazione i contratti a termine scadono e non vengono rinnovati o i subordinati vengono licenziati. Tanto che in questo campo gli autonomi (e quindi gli imprenditori) restano fermi a 70mila.

 

(migliaia di unità)

Le percentuali legate ai lavoratori sono in salita da un trimestre all'altro. Ma le curiosità nelle maglie delle tabelle non possono far star tranquilli, soprattutto se confermano una forte crisi del settore industriale anche nella nostra regione.

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  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

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  • serra antonio

    salve, vorrei sapere se nel comune di taviano nella marina di mancaversa in provincia si lecce si paga la tassa di soggiorno. grazie

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