Sanità pugliese: l'informatizzazione di cosa?

di Mariagrazia Semeraro mercoledì, 13 aprile 2011 ore 10:39
L'odissea degli invalidi e dei non invalidi alla ricerca delle facilitazioni che non ci sono

BARI - Quella che avrebbe voluto essere una giornata nei panni di un invalido è diventata un'odissea ancora incompiuta. Ad un anno dalla presentazione del progetto di informatizzazione della sanità pugliese, come si stanno evolvendo le cose? Sul sito della Regione Puglia, una matrioska di servizi e sottoservizi e uffici e settori, contatto Vito Bavaro, Responsabile del Servizio Sistemi Informativi Sanitari. Gli spiego che è passato un anno e non è possibile ancora effetturare il pagamento dei ticket on line con un CUP virtuale nè le prenotazioni on line, come promesso. Ma allora quali sono questi benefici tanto decantati per i cittadini?
"Dal 21 marzo 2011 è on line la porta unica per accedere a tutti i servizi sanitari regionali. I cittadini - mi risponde - hanno la possibilità di conoscere tutte le strutture pugliesi e consultarsi su un forum, e presto ci sarà anche il fascicolo sanitario elettronico di ogni paziente." Ma i tempi per realizzare tutto quello che ha fatto sognare i pugliesi e l'innovazione della sanità nella nostra regione sono ancora un enigma.
Per conoscere invece come mai, in tutta questa informatizzazione, i verbali per le domande di invalidità civile compilati dalla commissione medica sono ancora scritti a mano, cerco nella pletora di servizi regionali, quello che potrebbe occuparsene. Contatto Anna Maria Candela, del Servizio Programmazione sociale ed integrazione socio-sanitaria, ma mi manda da Francesca Zampano, dell'Ufficio integrazione Sociosanitaria che mi manda da Antonella Bisceglia, dell'area di coordinamento Politiche per la promozione della salute, delle persone e delle pari opportunità che mi risponde che non ha risposte. Poi contatto Alessandro Cappuccio, del Servizio Politiche di Benessere sociale e Pari Opportunità che mi suggerisce di contattare l'URP. Contatto l'URP che mi invia una e-mail con quanto segue: "non esiste presso la Regione un apposito servizio 'invalidi civili'. Per le informazioni da Lei richieste può contattare le Asl territorialmente competenti a gestire, attraverso le 'Commissioni invalidi civili', le procedure a cui Lei fa riferimento". Ma come? Non posso parlare con la Regione Puglia di invalidi civili? Ma ogni ASL non fa riferimento all'Assessorato alla Sanità?
Nel frattempo anche Bari perde il suo ufficio "invalidi civili" di piazza Chiurlia n. 27, da lunedì 11 aprile 2011, poiché da gennaio 2010 la gestione dell'invalidità civile è stata affidata all'INPS.
Contatto l'INPS e quando chiedo al segretario di parlare con qualcuno che si occupa di invalidi civili, mi risponde: "Lei vuole vincere al Superenalotto". Devo cioè presentarmi di persona. Ma come possiamo parlare di informatizzazione se non possiamo ancora comunicare al telefono e via mail?
Allora contatto l'ASL Bari, come suggerito dall'URP, che mi manda al CTO di Lungomare Starita. Contatto il CTO di Lungomare Starita che mi dice che devo presentarmi di persona perchè non mi risponderà mai nessuno. Vado al CTO di Lungomare Starita e parlo con la dott.ssa Teresa Annoscia dell'Ufficio Invalidi Civili che però non si occupa dei verbali della commissione medica. Mi spiega, tuttavia, che da gennaio 2010 le domande di invalidità civile che prima erano redatte su pre-stampati indirizzati all'ASL, adesso sono compilati dal patronato che provvede all'invio telematico delle domande all'INPS. All'ASL restano i compiti riguardanti il contrassegno auto per le ridotte capacità motorie.
Ma per i verbali della commissione medica con chi devo parlare, allora? Mi manda dal Sig. Antonio Minielli, nella stanza di fronte. Non era nella sua stanza, lo raggiungo nella sua seconda stanza al primo piano ma nemmeno lui mi può dare informazioni e devo rivolgermi al dott. Francesco Nardugli. Dove lo trovo? "Deve chiamare lunedì, è fuori questa settimana".
L'Odissea alla ricerca di risposte sugli amanuensi della Sanità Pugliese continua. Anche per me che non sono un'invalida.

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