Ninfe di Calabria

di Fortunata Dell'Orzo domenica, 17 aprile 2011 ore 12:19
Un breve viaggio in provincia di Cosenza e il piacere della scoperta

La Grotta delle Ninfe a Cerchiara Calabra

Per arrivarci è necessario abbandonare la piana di Sibari e inerpicarsi per qualche chilometro su verso Cerchiara Calabra. Siamo in provincia di Cosenza, ma questa è ancora una Calabria che sa di Basilicata e capisci allora che la Magna Grecia è stata davvero una grandissima cosa. Anche se della gloriosa Sybaris ormai restano solo le leggende che trascolorano nel mito, il luogo ha una sua sontuosità quasi naturale, e il verde, anche nella grigia mattinata di improvvida e primaverile pioggia, è denso, folto e carnale.

Ad un certo punto appare il luogo, dove una famiglia di coraggiosi ex frantoiani di montagna (qui gli olivi si inerpicano come capre fra le rocce laviche e a noi pugliesi della bassa e liscia terra sembra un paradosso), ha riaperto al pubblico un luogo altrettanto leggendario, una spaccatura potente fra i monti, quasi una violenza fatta da un titano ad una vergine di roccia, dietro la quale gorgoglia sulfurea una fonte d'acqua calda. Per qualche istante, per chi c'è stato, sembra d'essere arrivati ad Abano o Montegrotto, fra i colli Euganei. E invece siamo in Calabria, dalla roccia spaccata rifiata il vapore balsamico e l'acqua calda viene accolta da una vasta piscina, divisa fra diversi fontanili dove ninfe e satiri, tu pensi, da millenni  si lavano dopo essersi coperti del nero fango che cura la pelle e scaccia i dolori.

Il tutto oggi è pubblico e l'ingresso costa niente o quasi. Nei pressi resta l'albergo -ristorante di coloro che un tempo riscoprirono il luogo e lo attrezzarono al pubblico. Oggi, finita la concessione demaniale, ristorano e accolgono a prezzi davvero incoraggianti, possibilmente non nei periodi clou del turismo un po' scioccherello che chiamiamo di massa, chiunque voglia farsi un paio di giorni di relax assoluto e benefico, nel grembo stesso della Madre Terra che qui non fa mai tacere il suo flusso miracoloso d'acqua calda e accogliente, come un sacco amniotico.
Io non vedo l'ora di tornarci.
Fossi in voi farei più di un pensiero, anche perchè è giusto che queste persone che credono in se stessi e nella natura in cui sono nati, abbiano l'incoraggiamento di una clientela costante. In questo periodo, fatto salvo il lunedì di Pasqua, non occorre prenotare. Andateci e basta. Quando siete lì, chiedete di Emilio, anche a nome mio. E tranquillizzatevi, nessuno mi ha pagato per questa pubblicità.  E' che a volte davvero, dove si scopre che spargendo la voce si può incoraggiare chi onestamente strappa pane alla vita, diventa quasi doveroso dare una mano. Vedrete che, lungi dal pentirvene, farete anche voi da "moltiplicatori" di informazione.

tempo medio di lettura due minuti

Attibuzione - Non commerciale

   

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    Questi diasgi sono veramente all'ordine del giorni. Fortunatamente, ci sono ache compagnie che possono aiutarci a reclamare. Qui potete trovare le...

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