"Bari è razzista" voci tunisine dal CARA

di Paola Giura giovedì, 21 aprile 2011 ore 00:19
Frammenti di storie, di vite, di disperazione e speranza

Bari - Sono giovani i volti dei tunisini che si intravedono per le strade di Bari. Hanno rischiato la vita per arrivare in Italia. Sono scappati dal loro paese a causa della situazione degli ultimi mesi e del regime di Ben Alì. Non si affronta un viaggio, rischiando la morte, se non si è disperati per quello che si ha in patria e se non si ha la speranza per quello che si potrà trovare nel paese di destinazione.
Gli italiani sono razzisti mi dicono. Qui a Bari lo sono. Alla domanda “Tout le monde?” (“tutti?”), sembrano meno convinti, mi sorridono e fanno “no” con la testa.
Parlando, alcuni di loro mi mostrano le ferite e i tagli molto recenti che hanno sul corpo. Non si sa di chi sia la colpa, se di chi aveva il compito di accoglierli e di dargli un riparo, del viaggio o di dispute sorte in altre circostanze. Non sono molto chiari su questa faccenda. Sono stati però medicati, anche se nemmeno loro sanno come potranno continuare a curarsi nei prossimi giorni.
Al Cara di Bari la situazione non è semplice. Mi raccontano che qui, nonostante tutto, si sta meglio che a Lampedusa. A Bari gli hanno offerto vestiti, medicine, cibo e un posto in cui dormire (anche se per pochi giorni). Eppure anche qui ci sono dei problemi. Più volte i tunisini ospiti del centro d’accoglienza di Bari si sono rivoltati contro gli stessi funzionari, soprattutto per il cibo. “Quella carne era vecchia di quindici anni” ironizza un giovane tunisino. “Io rispetto la vostra religione, ma io sono musulmano, non posso mangiare la carne di maiale”. Invece stando alle loro parole, gli è stato offerto proprio del maiale per due volte in pochi giorni. Si lamentano anche per le razioni molto piccole. A Lampedusa, però, raccontano di essere stati peggio, fra lo stretto controllo militare e la scarsità di cibo a causa della moltitudine di immigrati che si sono concentrati nell’isola. 
Mi raccontano del Cara, dei litigi con gli altri assistiti, specie con gli altri africani. Pare che non corra buon sangue. Mi dicono che non ci sono motivi particolari. Basta un’occhiata, la fame e la stanchezza per far accendere dei veri e propri litigi.
Ora, però, fuori dai centri d’accoglienza, non sanno dove andare. Hanno ricevuto i permessi temporanei per motivi umanitari per poter circolare da non clandestini nel territorio italiano. Ma molti sono stanchi, altri ancora sono spaventati, vogliono andar via. Almeno da Bari. Un giovane tunisino con un’evidente cicatrice sulla testa, chiama un suo amico a Modena chiedendo di ospitarlo. Stasera alcuni di loro cercheranno di andare a Roma. Alcuni vogliono andare in Francia, sperando di riunirsi alle loro famiglie. Tutto piuttosto che ritornare in Tunisia. Lì non c’è lavoro. È soprattutto per questo che sono scappati dal loro paese. La maggior parte di loro ha almeno il diploma, altri sono laureati. Un ragazzo mi racconta che in Tunisia faceva due mestieri: d’estate l’imbianchino e d’inverno il venditore di datteri. Quest’ultimo lavoro lo metteva in contatto soprattutto con la Libia. Ma ora, con la guerra anche lì, è diventato impossibile. Gli stipendi sono da fame: “quello che voi guadagnate in un giorno, noi lo guadagniamo in un mese”. E quei soldi non bastano per vivere, nemmeno in Tunisia. “Se sei povero come lo sono io, è ancora più difficile trovare lavoro”.
Sanno poche parole in italiano, la maggior parte parla il francese come seconda lingua ma generalmente scherzano fra di loro in arabo. Spesso non sanno nè loro, nè gli stessi italiani come capirsi. Un grande problema di comunicazione in un mondo globalizzato. La triste ironia è che la maggior parte di loro ha facebook e il cellulare, come ogni ragazzo italiano. 
Forse si aspettavano un’accoglienza diversa. Nonostante la delusione e la rabbia, continuano a scherzare fra loro, e nel frattempo con le poche cose in loro possesso, riprendono ancora una volta il loro viaggio verso nord.

Attibuzione - Non commerciale

   

Inserisci un commento


Bari social




Commenti recenti

  • Eldim Alana

    Questi diasgi sono veramente all'ordine del giorni. Fortunatamente, ci sono ache compagnie che possono aiutarci a reclamare. Qui potete trovare le...

    Mostra articolo
  • Collini Lola

    Un patrimonio inestimabile!! Ormai da anni seguo una dieta una dieta mediterranea, da quando me la consigliò il mio dottore. Adesso ogni volta che...

    Mostra articolo
  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

    Mostra articolo



Login

Se non sei iscritto, registrati subito!