Multimedia, i callcenteristi in cassa integrazione... senza cassa, né integrazione

di Gianvito Rutigliano lunedì, 20 giugno 2011 ore 14:16
I lavoratori della Multimedia Planet sono cassaintegrati da più di un anno e da due mesi non hanno garanzie

L'ingresso degli stabilimenti ex Olivetti di Bitritto

BITRITTO - Nell'Italia del precariato e della crisi economica negata, 414 lavoratori in cassa integrazione guadagni non fanno quasi più notizia. Quella dei callcenteristi della Multimedia Planet Srl è una storia di ordinario malcostume del nostro Paese e va raccontata per comprendere la loro delusione, sfociata in indignazione. Meno di un mese fa, scrivendo dell'intervento barese del segretario generale della CGIL Camusso, avevamo raccontato del volantinaggio dei dipendenti di Multimedia e oggi dobbiamo riprendere il filo di una questione già trattata in passato che non può essere taciuta.

LA STORIA
Multimedia Planet è una società Phonemedia, una di quelle scatole cinesi contenenti tante realtà, con una sede fittizia a Pizzo Calabro (Vibo Valentia). La proprietà di Multimedia è di AMT Italia, a sua volta di proprietà di AMT Europa, ancora, con sede nell'ex (?) paradiso fiscale di Lussemburgo, manco a dirlo. Go-Bari si era occupata della questione, parlando del commissariamento di Phonemedia  per insolvenza, deciso dal tribunale di Vibo il 14 aprile 2010, con la cassa integrazione per i 414 di Bitritto (operanti negli stabilimenti della ex Olivetti e con commessa per Seat-Pagine Gialle, Sky e Infostrada) e i 281 di Trapani. I passaggi per attivare la CIG prevedono un accordo tra parti sociali e Regioni (Puglia e Sicilia, nel nostro caso), ma una concessione reale avviene solo alla firma del relativo decreto da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'accordo per il primo anno di CIG è stato siglato il 4 maggio 2010 e il relativo decreto il 17 dicembre successivo. Nelle more di questoa intesa, l'INPS ha optato per un'anticipazione di quattro mensilità, erogate in due tranche da tre mesi e mezzo e poi la restante parte, tra fine agosto e settembre. Il decreto di dicembre ha sbloccato la situazione, permettendo ai dipendenti di incassare pur con fatica e a singhiozzo le mensilità fino all'aprile 2011, nonostante i ritardi della Regione Puglia nel determinare l'assenso al contributo del 30%  di propria competenza, a distanza di cinque mesi dal verbale di accordo (la Sicilia ci aveva messo venti giorni, ndr).

LA PROROGA Il 3 marzo del 2011, in prossimità della conclusione dell'anno di cassa integrazione, un nuovo verbale di accordo ha determinato la proroga fino al 30 giugno 2011, due mesi e mezzo in più della scadenza naturale. Ancora poco, tanto che un successivo incontro ha prororogato i termini fino al 31 dicembre dell'anno in corso. L'intesa è stata raggiunta, sì, ma il decreto ancora non c'è. Il che significa che, materialmente, l'INPS non può pagare. Se per ipotesi il Governo nazionale dovesse cadere in queste settimane, i lavoratori di Multimedia Planet avrebbero la certezza di dover rimanere a casa, senza nemmeno gli incassi spettanti. Questa volta, l'INPS non ha voluto concedere l'anticipo concesso nel primo periodo e la disperazione dei 414 baresi è salita alle stelle.

LE MANCANZE I cassaintegrati non risultano come tali agli uffici del lavoro. Lo status che non permette loro di rispondere a chiamate di lavoro, ad esempio, per componenti liste di mobilità, non è visibile ai vecchi uffici di collocamento. L'INPS, addirittura, non era in possesso di un preciso elenco degli aventi diritto alla CIG, per la grande confusione presso le sedi legali delle società, a quanto si sa dal commissario giudiziale, dovuta alle numerose perquisizioni. In questo senso, le sigle sindacali hanno sopperito poco a tali mancanze.

Gli obblighi per un lavoratore in cassaintegrazione sono, tra gli altri, quelli di partecipare a corsi di formazione e a non rifiutare offerte di lavoro migliori o simili alla precedente o proposte di lavori socialmente utili. Gli ex Multimedia Planet questa possibilità non l'hanno nemmeno avuta, denunciano da tempo, in particolare per quanto riguarda l'aggiornamento e la riqualificazione professionale, pressocché assente per loro.

LE ISTITUZIONI La Regione, dicevamo, contribuisce per il 30% alla cassa. Ma politicamente, poca incidenza ha avuto in questa storia. Nella scorsa legislatura, l'allora assessore al ramo Michele Losappio rifiutò la proposta dell'amministratore delegato di Phonemedia di mettere i dipendenti in mobilità (marzo 2010), affermando che la decisione sarebbe spettata al massimo al Ministero, visto il profilo plurilocale della società. Dall'attuale assessore Elena Gentile, si attendono ancora prese di posizione degne di nota.

Le sigle sindacali, affermano alcuni lavoratori, non hanno svolto quel ruolo di supporto e pressione che ci si aspettava e che hanno avuto, ad esempio, in Calabria e hanno spesso disatteso le aspettative. Anche per loro, le nostre colonne sono a disposizione per comprenderne meglio ruolo e intenzioni.

In attesa che un tribunale sentenzi il fallimento di Multimedia (ancora non si capisce quale, visto che la Cassazione si è riservata di pronunciarsi sulla competenza territoriale da quasi un anno), i callcenteristi sono costretti a ripiegare su impieghi di fortuna, fino a "occasioni" da 2 euro l'ora e chissà con quali possibilità tramite lavoro nero. Le domande sono tante. Le risposte, ancora, sembrano latitare.

tempo medio di lettura: 3 minuti

Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo

   

Inserisci un commento


Bari social




Commenti recenti

  • Eldim Alana

    Questi diasgi sono veramente all'ordine del giorni. Fortunatamente, ci sono ache compagnie che possono aiutarci a reclamare. Qui potete trovare le...

    Mostra articolo
  • Collini Lola

    Un patrimonio inestimabile!! Ormai da anni seguo una dieta una dieta mediterranea, da quando me la consigliò il mio dottore. Adesso ogni volta che...

    Mostra articolo
  • 85 babi

    Molto utili le informazioni di quest'articolo...purtroppo questi diasgi sono all'ordine del giorni per chi viaggia spesso e non. Neanche io ero a...

    Mostra articolo



Login

Se non sei iscritto, registrati subito!